SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Ho chiesto ai ragazzi di entrare in campo, in queste ultime otto partite da qui alla fine del campionato, e chiudere gli occhi per un attimo ripensando a quello che abbiamo fatto domenica: una grande prestazione, sotto il profilo tecnico-tattico e agonistico. Dobbiamo trarne forza per affrontare al meglio le prossime gare e tirarci fuori da questa situazione. Ce la possiamo fare».
Altro che contraccolpo psicologico, altro che mazzata: Enrico Piccioni riparte dalla delusione maturata nella rocambolesca sfida contro l’Arezzo per lanciare il guanto di sfida alle altre concorrenti per la salvezza. Il messaggio è chiaro: ci siamo anche noi, l’obiettivo è alla portata.
«Siamo vivi» fa difatti l’allenatore della Samb alla ripresa degli allenamenti. Aggiungiamo noi: nonostante gli arbitraggi avversi. «Ci sono stati degli episodi negativi domenica, è vero. Ma eravamo quasi riusciti a battere pure l’arbitro. Quello che più mi ha colpito dei ragazzi, ed è la stessa cosa che mi dà coraggio e fiducia per il prosieguo della stagione, è stato il grande carattere. Nessun’altra squadra forse sarebbe stata capace di reagire a una situazione di quel genere: subito sotto dopo pochi minuti e con alle spalle tre sconfitte di fila. Lo stesso è successo dopo il gol del 2-1 di Martinetti: invece di alzare bandiera bianca ci siamo rimessi a giocare».
E ci è mancato poco per completare quello che sarebbe stato un autentico capolavoro. Qui Piccioni non riesce a non criticare i suoi: «Dobbiamo essere più furbi in determinate circostanze: in quegli ultimi 4 minuti di recupero decretati dall’arbitro avremmo dovuto nascondere il pallone e invece abbiamo permesso all’Arezzo di beffarci all’ultimo secondo. Il grande rammarico è proprio quello. Spero che ci serva da lezione. Ormai è andata, ma sono sereno, perché siamo sulla strada giusta. E non dimentichiamoci che stiamo recuperando uomini importanti che daranno sicuramente il loro contributo: penso a Visone e Soddimo».
Quanto ai singoli merita la copertina Michael Cia, autentico trascinatore rossoblu. «Lui è un simbolo di questa Samb: all’inizio sembrava un oggetto misterioso, ma ha continuato a lavorare con serietà, non si è lamentato quando è stato lasciato fuori e ora sta raccogliendo i frutti di tanto sacrificio. Sarà difficile togliergli la maglia da titolare».
Per un Cia in paradiso, uno Stefano Visi che non sta attraversando un buon momento. «Credo abbia accusato l’episodio di Lucca (il gol dell’1-1 di Masini, ndr), se l’è sentito addosso. Siamo un gruppo e dobbiamo ragionare come tale, senza colpevolizzare nessuno. Anzi: aiuteremo Stefano a venire fuori da questa situazione. E’ un giocatore importante, spesso è stato determinante con le sue parate. Viene da un momento nel quale non è stato al meglio fisicamente, valuterò con il mio staff tecnico come potremo recuperarlo al massimo. Ma può capitare, nell’arco di una stagione, un momento di appannamento».
Da ultimo un pensiero al Crotone, prossimo avversario. «Un match particolare, che vedrà di fronte una squadra che in casa non ha mai perso e un’altra che invece fuori non è mai riuscita a vincere. Li temeremo noi come, sono sicuro, saranno preoccupati anche loro. Non dobbiamo pensare di partire battuti».

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