SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si tratta di un grande piede lungo due metri e mezzo, largo un metro e mezzo e caricato da un peso alto due metri e mezzo ricavato nella pietra bianca di Oman.

Nel grande piede, scolpito da un masso di pietra locale, Genti Tavanxhiu (che attualmente vive a Castorano ed ha realizzato il monumento a memoria di Monsignor Sciocchetti al Molo Sud) ha voluto raccontare la presenza inconfondibile dell’uomo che lascia come gli animali la sua “orma” sul terreno, ma anche il cammino percorso durante la vita quotidiana, durante il quale si porta il peso delle esperienze più difficili.

La scultura di Tavanxhiu è inserita in un ambiente dominato dalla sabbia e dalle dune del deserto, dove l’uomo – attraverso l’ingegno, la tecnologia e soprattutto con la fatica e il sudore – è riuscito a modificare e domare le forze della natura (in questo caso la sabbia e il mare).

L’artista ha realizzato la sua opera nel suggestivo allestimento del Symposium, in riva al mare, sulla spiaggia di Jumeirah, di fronte alla suggestiva isola artificiale in costruzione. La scultura sarà poi collocata insieme alle opere degli altri artisti internazionali che hanno preso parte all’evento nel complesso collegato alla Burj Dubai.

Il prestigio dell’evento è stato accentuato dalla visita dello sceicco Mohammad Bin Rashid al Maktouh, Vice Presidente UAE e Governatore di Dubai. Una curiosità: la “Emaar Art International”, società che ha organizzato il Symposium, sta attualmente realizzando nella capitale degli Emirati Arabi la Burj Dubai, la “torre di Dubai”, il grattacielo che una volta terminato sarà il più alto del mondo.

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