SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La legge 615 del 1966 definisce l’inquinamento atmosferico come “lo stato della qualità dell’aria conseguente alla immissione nella stessa di sostanze di qualsiasi natura (inquinanti) in misura e condizioni tali da alterarne la salubrità”. Proprio per questo, vengono rilevati i livelli di polveri sottili attraverso dei monitoraggi.

Nel particolare, la stazione di monitoraggio di Zona Cerboni sembra abbia rilevato – fino al 26 febbraio – ben 31 superamenti del valore medio giornaliero consentito dalla legge, tenendo presente che 35 sono quelli consentiti in un anno.

Afferma Riego Gambini, coordinatore del portale web di Bioclimatologia applicata meteorivierapicena.net: «Dopo aver atteso oltre 14 giorni l’aggiornamento del sito provinciale relativo agli inquinanti atmosferici, dei valori relativi alla stazione di rilevamento in Zona Cerboni, ritengo a dir poco necessario segnalare una situazione che metterà a dura prova l’attendibilità dei dati statistici futuri per quel che riguarda la nostra cittadina. Pur presupponendo che le precipitazioni dei giorni scorsi abbiano probabilmente migliorato la situazione critica di fine febbraio, perlomeno per quel che riguarda i livelli delle polveri sottili, sento la necessità di sottolineare l’importanza di un livello d’attenzione più consono, invitando gli Enti preposti al rilevamento e controllo dei dati, di eseguire queste operazioni con maggiore trasparenza ed attenzione. Spero inoltre che la stazione di rilevamento di San Benedetto del Tronto venga riparata al più presto, proprio per evitare che il lavoro di acquisizione complessiva dei dati risulti in seguito inattendibile ed inutilizzabile ai fini informativi».

Gambini il 10 marzo ha contattato l’ufficio Ambiente del comune di San Benedetto del Tronto, per avere informazioni sulla mancanza di dati a disposizione (mancanza che c’è stata anche per le altre stazioni) e il dottor Fausto Mozzoni gli
ha fornito la spiegazione per la sospensione dei rilevamenti per motivi di manutenzione. Stessa richiesta era stata fatta venerdì 7 marzo al direttore generale della provincia di Ascoli Piceno, la dottoressa Serafina Calastra, che però non era a conoscenza dei fatti.

Confrontando i dati, ad esempio, del 1° febbraio, la stazione di rilevamento di Ascoli Piceno segnava un minimo di 34,08 µg/m³ (microgrammi al metrocubo), mentre quella di San Benedetto 54,76. Sempre a San Benedetto il 14 febbraio è arrivato a toccare i 107,87 (Ascoli 37,57 e Porto Sant’Elpidio 78,51), altro picco il 20 febbraio con 83,83 (Ascoli 41,18 e Porto Sant’Elpidio 86,05).
Il valore massimo di articolato giornaliero è fissato a 50 µg/m³ e la media annuale a 40 µg/m³.
Se si procede come febbraio, decisamente quella di San Benedetto sarà una “bella” media.

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