MARTINSICURO – L’evoluzione della donna nel corso del tempo, in un’Italia carica di storia e di trasformazioni sociali, dal periodo fascista fin quasi agli anni ‘80, attraverso il teatro di Eduardo De Filippo: in occasione dell’8 marzo il Comune di Martinsicuro ha organizzato nell’ambito della rassegna “I percorsi delle donne” l’incontro con Barbara De Miro D’Ajeta autrice del libro “La figura della donna nel teatro di Eduardo De Filippo”.

Docente di Storia del Teatro e dello spettacolo presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Napoli, la De Miro traccia nel volume, attraverso le numerose commedie di De Filippo, l’evoluzione del ruolo della donna nella società italiana, in relazione ai vari periodi storici e le metamorfosi sociali.

La tipica e rassicurante figura della donna intesa come “angelo del focolare” è descritta da De Filippo nella commedia “Natale in casa Cupiello”, dove il ruolo di Concetta esprime la classica visione maschilista del tempi, tipica del ventennio fascista: donna forte e matriarcale, amministra l’intera famiglia ed è un punto di riferimento per i propri cari, pur restando ufficialmente sottomessa al marito, uomo debole e inetto, ma pur sempre il capofamiglia.

Il secondo conflitto mondiale poi rivoluziona il costume e i connotati della figura femminile, che cambiano profondamente e che sono fedelmente registrati e raccontati da De Filippo. Dalla famiglia ideale del Natale in casa Cupiello si passa allo sconvolgimento dei ruoli e alla mancanza di punti di riferimento in “Napoli milionaria”, dove Amalia Jovine incarna atteggiamenti nuovi e sconosciuti nell’immaginario sociale dell’epoca: la donna avida e spietata, dedita al guadagno, che vive in un contesto familiare profondamente in crisi.

E le contraddizioni e le ipocrisie del nostro tempo vengono anche raccontate da De Filippo attraverso la personalità di Filumena Maturano, donna coraggiosa che nonostante la sua attività di prostituta lotta contro i pregiudizi per il benessere dei propri figli e per assicurare loro un futuro dignitoso.

Il personaggio di Filumena, nacque da una precisa rivendicazione di Titina De Filippo che, conscia del nuovo ruolo delle donne nel teatro contemporaneo, era stanca di fare da spalla al celebre fratello e reclamò un ruolo da protagonista. Il tema comune di fondo delle donne descritte da De Filippo è quello della ribellione alle grette ed ipocrite convinzioni piccolo borghesi, e che reagiscono anche violentemente per affermare la propria dignità e il proprio punto di vista contro l’oppressiva realtà circostante.

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