SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Da dove partiamo? Dalla vergogna del calcio italiano. E’ uno scandalo. Dopo quello che ha combinato il signor Tidona mi auguro che metteranno sotto inchiesta l’arbitro e la partita. Ma già so che non succederà niente».
Gianni Tormenti è un fiume in piena. La direzione del fischietto torinese – ricapitoliamo: nel primo tempo (26′) non ha concesso alla Samb un rigore solare, risparmiando peraltro il portiere dell’Arezzo Marconato, che andava espulso; poi, a un secondo dal triplice fischio di chiusura, ha convalidato il gol del 3 pari a Chianese, in evidente posizione di fuorigioco – ha mandato su tutte le furie il presidente rossoblu. Che stavolta proprio non riesce a tenersi a freno: «Mi deferiranno, mi squalificheranno, ma non mi importa nulla: qui ci sono squadre che non pagano, imbrogliano e presentano documenti falsi e altre serie, che fanno sacrifici ma vengono ripagate in questa maniera».
Poi l’affondo: «Continuiamo a giocare in 14 contro 11, la misura è colma. Credo che sia tutto stabilito, ci andrà bene se restituiranno qualcosa nei play out. Che cosa paghiamo? Sono due anni che analizzo la questione, forse paghiamo il fatto di essere una società seria».
«Alla vigilia temevamo l’arbitraggio – prosegue nel suo accorato sfogo Tormenti – complimenti al designatore che ci ha mandato un guardialinee di Potenza, la squadra della cui città è nostra diretta concorrente per non retrocedere. Se ho parlato all’arbitro? Io no, ma alcuni miei collaboratori mi hanno riferito che aveva i tappi alle orecchie».
Il presidente non riesce a darsi pace per il gol del 3-3 subìto un attimo prima che l’arbitro decretasse la fine dell’incontro: «La partita era finita. Nel primo tempo Tidona ha mandato le squadre negli spogliatoi con Ferrini che stava giocando il pallone quasi al limite dell’area, mentre a tempo scaduto ha convalidato un gol all’Arezzo in fuorigioco di almeno un metro, nonostante il guardialinee avesse alzato la bandierina».
La conclusione, amara e dura al tempo stesso: «Era tutto scritto: siamo stati fortunati a prendere un punto. Alla squadra non posso rimproverare nulla. Come si fa? I ragazzi sapevano dell’importanza della partita e hanno cercato in tutti i modi di portare a casa il risultato pieno. Ce l’hanno negato: contro certe cose non si può combattere».

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