SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nel giorno di Pasqua la tradizione sambenedettese prevedeva un incontro tra le due realtà cittadine, quella della marineria e quella contadina, per dar vita ad una giornata di festa presso la chiesa di Santa Lucia. Questa tradizione verrà riproposta il 23 e il 24 marzo grazie all’interessamento dell’appena nata Pro Loco (che tuttavia è tale solo di nome, perché per diventarla occorre ottenere il riconoscimento ufficiale del consiglio comunale, cosa che il sindaco Gaspari non sembra intenzionato a dare, anche perché altre richieste simili furono avanzate in passato), guidata da Marco Calvaresi, su proposta del Comitato di Quartiere Santa Lucia.

Nei giorni di Pasqua e di Pasquetta, dunque, tutti i cittadini sono invitati a fare un sostanzioso picnic nei prati circostanti la chiesa, e ad assistere ai giochi di un tempo, come il torneo di morra o il torneo di “scuccetta” , fatto con le uova sode. «Noi abbiamo voluto riportare in auge questa antica tradizione – spiega il presidente del Comitato di Quartiere, Sandro Cameli – raccogliendo lo spunto datoci dalla Pro Loco». Ovviamente verranno allestiti stand gastronomici e ci saranno gli spettacoli di varie band musicali, come la “Settimio Ciotti Band”, accompagnata da Nannì il barzellettiere e da animatrici di balli latino americani.

«Con questo tipo di iniziative mettiamo in chiaro l’intento della Pro Loco – afferma Marco Calvaresi– che è quello di ricostruire rievocazioni storiche o sagre che appartengono alla collettività. Molto presto istituiremo un premio e un concorso di fotografia, che abbia come tema principale la città. La nostra associazione – formata da privati – non vuole entrare in conflitto con nessun altra associazione, ne con questa amministrazione che ancora non ci riconosce». Per definire meglio l’azione della Pro Loco sul territorio, la prossima settimana ci sarà un incontro chiarificatore con il sindaco Giovanni Gaspari. «Come è accaduto per il quartiere Santa Lucia – continua Calvaresi – la Pro Loco darà pieno appoggio a tutti i quartieri che ne faranno richiesta, esclusivamente per riproporre celebrazioni che rispettino in pieno le nostre tradizioni».

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