GROTTAMMARE – Tranquilla, giovane e donna: Michela Almonti potrebbe essere il candidato sindaco di una lista civica di centrodestra chiamata “Popolo per Grottammare”.
La Almonti, oltre ad auspicare un incremento del turismo anche d’inverno, spera nello sviluppo delle nuove forme di energia, tecnologia e comunicazione, proponendo per Grottammare un programma – e conseguenti forme di investimento – per riconquistare il tessuto sociale e civile della città, soprattutto attraverso l’offerta di nuove proposte di lavoro che coinvolgano soprattutto le fasce giovanili della popolazione.

Perchè ha deciso di candidarsi?
«Sono una semplice cittadina che vuol provare a cambiare la situazione a Grottammare, visto il malcontento e l’insoddisfazione che si percepisce fra i cittadini».

Il suo nome e la sua lista sono usciti fuori a sopresa, a seguito della situazione di stallo che si era creata nel centrodestra grottammarese
«Ciò che vorrei che fosse chiaro è che non c’è stata nessuna scissione, come sembra essere emerso dai giornali. Non sono mai stata iscritta al Popolo Delle Libertà, né a nessuna lista politica. Ci siamo avvicinati, ma ci hanno proposto un accordo pre-elettorale: noi siamo contro a questo genere di azioni, ed abbiamo capito che non poteva esserci cooperazione. Pensano solo alle poltrone».

Quindi non ci sono possibilità di trovare un accordo con l’attuale candidata del Pdl Maria Grazia Concetti.
«No, perché non hanno mantenuto fede alle loro promesse. Alle condizioni attuali, nessuna cooperazione».

Da chi è composta la vostra lista?
«Siamo un gruppo di giovani: ci sono anche tecnici e professionisti. Abbiamo cercato di coinvolgere nel gruppo i nomi storici di Grottammare. La lista verrà presentata durante questa settimana».

Accetta persone iscritte ai partiti?
«L’importante non è la tessera elettorale, ma la voglia di cambiare. Valutiamo le capacità personali di ogni aspirante candidato».

Cosa ne pensa degli altri schieramenti?
«Riguardo a Solidarietà e partecipazione esiste una diversa visione delle urgenti esigenze che ha la città, fatto che comporta inevitabilmente una netta divergenza. Sugli altri schieramenti, al momento, non ho ancora certezze, quindi non ho elementi per poter giudicare».

Cosa ne pensa della giunta Merli?
«L’azione dell’amministrazione uscente è sotto gli occhi di tutti: con loro abbiamo una differenza netta, a cominciare dalla programmazione urbanistica che, contrariamente a quanto sino ad oggi avvenuto e stante il progetto di revisione del Piano regolatore, andrebbe sviluppata tenendo conto soprattutto di caratteristiche territoriali e peculiarità storiche di Grottammare. Per esempio, inconcepibile appare la scelta di rendere case popolari strutture appartenenti al cuore del centro storico».

Qual è invece la vostra posizione riguardo il bilancio partecipativo?
«Il dialogo fra cittadini e amministrazione è una mossa intelligente, è giusto che i cittadini espongano loro problemi. Ma si può sempre migliorare».

Quali sono le vostre idee per Grottammare?
«Fulcro è l’esigenza di rilanciare lo sviluppo di settori trainanti come il turismo e il vivaismo. Queste due storiche attività darebbero l’impulso a creare nuovi posti di lavoro, soprattutto per i giovani, attraverso una integrazione tra l’ antico tessuto economico cittadino e l’attuale situazione di grottammare».

Ad esempio?
«Nessuno ha mai pensato di realizzare nella nostra città delle scuole di specializzazione in vivaismo e turismo, con un Parco Turistico-Vivaistico, impegno che poteva vedere protagonisti anche quei lungimiranti imprenditori edili, che si rendono conto che non si può continuare a costruire, mentre nel centro di Grottammare ci sono ad oggi centinai di appartamenti sfitti».

Spera di diventare Sindaco?
«Spero in un cambiamento di Grottammare. Tecnicamente per ora la candidata sono io, ma abbiamo altri nomi illustri che possono essere eventuali candidati: in quel caso mi tirerò volentieri indietro».

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