SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I lavori di dragaggio del bacino del porto che permetteranno il ripascimento, ovvero il trasporto e il deposito di una grande quantità di sabbia per l’accrescimento dell’arenile, sono in pieno svolgimento (iniziarono il 22 febbraio scorso) ma l’opposizione non vede di buon occhio la maniera di operare dell’amministrazione comunale. In particolar modo il consigliere Bruno Gabrielli di Forza Italia critica la scelta fatta dall’assessore Settimio Capriotti nell’appoggiare il prelievo della sabbia dai fondali del porto per poi distribuirla sull’arenile: «Stanno utilizzando lo stesso metodo di lavoro che l’amministrazione Martinelli aveva programmato nel 2005 e che, a quel tempo, l’attuale assessore Capriotti criticò aspramente. Il ripascimento venne definito sbagliato e dannoso per l’arenile, e si arrivò addirittura a chiedere le dimissioni dell’assessore Latini poiché Capriotti, insieme ai rappresentanti di Legambiente, affermò che la sabbia estratta era nociva. Io mi chiedo che cosa è cambiato rispetto al vecchio progetto, e perché Capriotti, che allora non condivideva quella procedura, adesso sembra sposarla completamente».

Capriotti, ricorda l’esponente dell’opposizione, sosteneva anzi che per combattere l’erosione si sarebbero dovute predisporre delle barriere sotto la battigia invece di prendere la sabbia dai fondali del porto. «Una posizione totalmente diversa e incongruente rispetto a quella sostenuta oggi da Capriotti», conclude Gabrielli.

A queste polemiche ha risposto lo stesso assessore alle Politiche del Mare, precisando che ha appoggiato gli attuali lavori di dragaggio perché vengono portati avanti rispettando ogni norma per la tutela ambientale, sotto la supervisione del Genio Civile di Ancona e dalla Capitaneria di Porto. «Ci sono alcune differenze sostanziali rispetto ai lavori apportati durante l’amministrazione Martinelli, approvati per “somma urgenza” a causa di un grave insabbiamento del porto. La sabbia veniva trasportata nell’arenile in maniera indifferenziata. Adesso le procedure sono diverse. L’imboccatura del porto da dragare è stata divisa in maglie di 100 metri per 100 metri, attraverso un sistema satellitare. Si otterranno dei lotti dai quali prelevare della sabbia che verrà analizzata».

Il costo di questa operazione sfiora i 75 mila euro, ma il risultato finale è quello di avere dei lotti ben controllati. «Le parti con sabbia priva di sostanze nocive – continua l’assessore Capriotti – vanno comunque stoccate in siti predeterminati (per la depurazione da eventuali sostanze dannose) mentre i lotti che presentano sostanze non compatibili col ripascimento verranno analizzati e stoccati nella “cassa di colmata”, impermeabilizzata, creata a nord del porto». Solo alla fine di queste operazioni la sabbia verrà riversata sull’arenile.

Per una maggiore sicurezza, il Genio Civile ha predisposto una particolare modalità di scavo: si inizierà con i lotti compatibili al ripascimento, evitando la dispersione di sostanze nocive dagli altri lotti incompatibili, fermando lo scavo a 5 metri dal confine con un lotto non compatibile.

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