SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Li hanno chiamati i “Giulietta e Romeo della droga”. Ora la persona che è accusata di avergli venduto la dose di droga fatale ha un volto. I Carabinieri dopo un’indagine durata due mesi sono risaliti allo spacciatore che a cavallo dell’ultimo Capodanno ha venduto l’eroina ai due tossicodipendenti deceduti per overdose nella loro abitazione.
Le due vittime erano appena uscite da una comunità di recupero per tossicodipendenti, ma la dipendenza dalla terribile sostanza stupefacente non aveva concluso di arrecare i propri effetti devastanti. Dopo aver comprato una piccola partita di eroina bianca – teoricamente la più pura e “pregiata” disponibile sul mercato dello spaccio – decisero di iniettarsi una dose durante la notte dell’ultimo dell’anno. Lei, 27 enne originaria di Avellino, fu la prima a sentirsi male. Dalla ricostruzione dei fatti di quella drammatica notte sembra che la giovane fosse già deceduta quando il compagno, un 35 enne sambenedettese, si iniettò una dose di quella sostanza fatale, forse proprio come ultimo ed estremo gesto per ricongiungersi con la donna.
I due vennero trovati morti il giorno dopo nell’appartamento di proprietà dell’uomo, in zona Porto d’Ascoli.
Le indagini del Nucleo Radiomobile dell’Arma, coordinato dal Tenente Di Lena, hanno fatto luce sul sottobosco degli eroinomani e degli spacciatori in Riviera, nel vicino Abruzzo e nell’entroterra collinare, ricostruendo i movimenti di spaccio e dando un volto e un ruolo a nuovi e vecchi protagonisti del giro delinquenziale.
Giovedì pomeriggio, sulla scorta di queste indagini, il Gip Gianfelice del Tribunale di Ascoli ha emesso un ordine di custodia cautelare nei confronti di N.M., quarantenne sambenedettese noto alle forze dell’ordine per essere un punto di riferimento nel mercato locale degli stupefacenti. In precedenza sono stati effettuati altri arresti nello stesso ambiente, ma sembra sia stato proprio lui a cedere le dosi fatali ai due ragazzi; dalle indagini risulta che disponesse di una fitta rete di persone, clienti e pusher che si rifornivano da lui per le proprie attività di spaccio. Lo spacciatore arrestato si riforniva in Abruzzo.

Ora le accuse di cui dovrà rispondere sono quelle di spaccio di sostanze stupefacenti continuato e aggravato e quella di morte come conseguenza di altro delitto.
A cavallo dell’ultimo Capodanno c’è stato un forte allarme sociale, visto che casi di decessi simili erano avvenuti anche nel Lazio e in altre zone del Centro Italia, lasciando dedurre che ci fosse in circolazione una grossa partita di eroina dalle caratteristiche simili a quella che uccise i due giovani a San Benedetto.
Ora gli inquirenti non escludono ulteriori sviluppi, visto che ci sarebbero altre importanti risultanze al vaglio delle indagini.

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