SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il caso del giovane ascolano colpito da meningite batterica ha innescato misure di prevenzione anche in Riviera, ma la situazione è sotto controllo. Il ragazzo infatti era un frequentatore di una palestra sambenedettese e nei giorni precedenti ai primi sintomi vi aveva frequentato una sauna per circa un’ora. I medici del servizio Igiene dell’Asur rivierasca ora stanno mettendo in atto le misure di profilassi e tranquillizzano la cittadinanza.

«La palestra è perfettamente sicura, non serve alcuna bonifica del luogo perché il meningococco è estremamente labile nell’ambiente e il contagio avviene solo fra persone a stretto contatto fisico», ci dice la dottoressa Sonia Impullitti del servizio Igiene e Sanità Pubblica.
Il personale medico ha svolto sopralluoghi nella palestra e dispone della lista degli iscritti che l’hanno frequentata a cavallo dei giorni in cui è stato presente il giovane colpito dalla malattia. In molti hanno già assunto la compressa di antibiotico necessaria per essere sicuri da ogni rischio di contagio.
«L’incubazione del meningococco dura dieci giorni, quindi c’è da stare praticamente sicuri dato che oggi siamo quasi al limite di questo periodo – dice la Impullitti – ma per precauzione abbiamo avvertito tutti coloro che potenzialmente hanno avuto contatti con il ragazzo».
Le persone contattate dai medici sono circa un centinaio, ma coloro che sono stati nello stesso ambiente del ragazzo e che si sottoporranno alla profilassi saranno certamente di meno. Anche se molti, per essere sicuri, potranno assumere l’antibiotico pur essendo usciti dalla palestra prima del momento potenzialmente critico o non essendo stati per nulla all’interno della sauna.
Nel 2008 questo è il primo caso del genere in Riviera. Nel 2007 la statistica territoriale sui cittadini residenti nella zona 12 dell’Asur segna un rassicurante zero. Nel 2006 invece ci sono stati sei casi di meningite, dei quali solo tre derivanti da menigococco e quindi contagiosi.
Ricordiamo che quest’ultimo tipo di meningite batterica, detta di tipo C, si trasmette in seguito a contatti fisici fra persone, in particolare dal contatto con le secrezioni dell’ammalato. Dopo un caso conclamato infatti le prime persone che vengono sottoposte a profilassi sono i conviventi dell’ammalato e i colleghi di lavoro.

Le condizioni del giovane ricoverato all’ospedale Mazzoni di Ascoli intanto sarebbero in via di miglioramento. Il 22 enne si trova nel reparto di malattie infettive e le sue condizioni sono stazionarie: secondo quanto trapela dal nosocomio ascolano il suo fisico sta rispondendo alle cure antibiotiche.

Sembra che il suo contagio sia avvenuto ad Urbino, dove era stato nei giorni scorsi. Ad Ascoli infatti l’unico caso di meningite su una signora 70 enne non era batterico ma derivava dalle conseguenze di una forte otite. In provincia di Pesaro-Urbino invece c’è stato un caso di meningite da meningococco nei giorni scorsi e si trattava di uno studente residente nell’alto Montefeltro

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