GROTTAMMARE – Quando la logica del budget prevale su quella del buonsenso e della ragione, quando i conti non tornano e anche un’importante struttura socio sanitaria rischia di chiudere i battenti, quando succede questo restano poche parole da dire. Le sta usando tutte la segreteria Fp Cgil di Ascoli Piceno che ha lanciato il suo grido di allarme prima che sia troppo tardi, un richiamo sulle condizioni in cui versa la struttura “Casa di Alice” di Grottammare. La struttura, finanziata dalla Regione Marche, dalla Zona territoriale 12 dell’Asur e dai Comuni, versa ogni giorno di più in condizioni sempre più precarie. I finanziamenti purtroppo sono stati ridotti nel corso degli anni dalla Regione, mettendo in serio rischio la sopravvivenza della struttura.
La “Casa di alice”, aperta otto anni fa, assiste ragazzi affetti da autismo, una patologia seria e invalidante che insorge in soggetti giovani e ha dunque bisogno di un’assistenza qualificata e personalizzata con un alto numero di operatori (di norma un operatore per paziente), professionalmente preparati. La struttura, oltre ad avere un ruolo pedagogico e riabilitativo dei ragazzi affetti da autismo, è anche un valido supporto per le famiglie.
Gestita dal Comune di Grottammare, il servizio non è tuttavia riservato solo agli utenti della Zona territoriale 12 di San Benedetto, ma accoglie ragazzi di tutta la provincia di Ascoli Piceno, di Macerata e di numerosi Comuni dell’Abruzzo. Nelle Marche esistono solo due strutture di questo tipo, una a Grottammare e una a Fano.
«La mancanza di finanziamenti da parte degli enti locali – fa sapere Francesco Neroni, segretario Fp Cgil – mette a rischio il servizio erogato dalla struttura determinando la precarietà degli operatori, che non vengono stabilizzati, con il rischio di disperdere le numerose professionalità acquisite negli anni».
«Purtroppo – prosegue Neroni – la trattativa con l’amministrazione di Grottammare ha permesso la stabilizzazione di rapporti di lavoro di oltre venti dipendenti, lasciando precari gli undici dipendenti di Casa di Alice, pur avendo tutti i requisiti previsti dalla finanziaria 2007».
«La Fp Cgil, nel sollecitare un intervento degli organi istituzionali, chiede di evitare la chiusura di un servizio pubblico così importante e insieme alla certezza del servizio, la stabilizzazione del personale che vi opera da anni».

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