SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Ma la Riserva della Sentina rientra tra le cose da valorizzare e sviluppare o deve essere lasciata senza protezione alcuna, perché tutto sommato non ci sono interessi economici?». Così l’associazione Sentina, tramite la direzione di Albano Ferri, si esprime in “In mezzo scorre il mare”, un articolo comparso il 1º marzo sul sito sentina.it in merito a quello che è considerato il problema più grave che affligge la riserva naturale e cioè l’erosione marina.
Nell’articolo si ricorda come siano stati fatti passi avanti dal 16 settembre 2006 quando dopo la pubblicazione dell’articolo “Erosione alla Sentina: primo passo”, in cui veniva espressa grande soddisfazione per l’avvenuto coinvolgimento delle più alte cariche regionali sul tema dell’erosione, si è avviato uno studio dell’Icram, l’Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare, con l’intento di indicare a breve la via migliore per risolvere il problema. Tuttavia, parallelamente, da quel giorno anche il mare ha fatto passi avanti divorando una ventina di metri di duna.
«Se andate alla foce del fosso collettore – recita l’articolo – al confine Nord della Riserva, noterete come gli scogli (in realtà i resti della vecchia rete fognaria) che quest’estate erano appena lambiti dall’acqua siano ormai abbondantemente dentro il mare. Il tratto di terreno dove si appoggiano coloro che praticano il kitesurfing è stato eroso vistosamente, tra poco dovranno lasciare i loro zaini dentro al campo sportivo Ciarrocchi».
In questi ultimi giorni sono state annunciate opere di sistemazione della scogliera che prevedono uno spostamento degli scogli verso il largo per garantire una spiaggia più ampia e dunque un maggiore sviluppo del turismo estivo.
«Diventa imbarazzante continuare a parlare di sviluppo della Riserva Naturale – prosegue l’associazione Sentina – quando ogni anno ne perdiamo un ettaro. Chiunque dotato di buon senso si chiederebbe se conviene investire soldi e risorse senza pensare prima come proteggere l’investimento. Ha senso progettare la ricostituzione di antichi laghetti, piste ciclabili, museo alla Torre sul Porto, se tra dieci anni il mare avrà inghiottito altri cento metri di costa?».

(foto tratta dal sito www.sentina.it)

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