SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sarebbe opportuno, come minimo, che i commenti non siano (tranne in particolari casi) un dialogo tra tizio e caio, ma un posto dove esprimere le proprie opinioni sui fatti illustrati. Non è giusto, tra l’altro, che chi si espone con nome e cognome debba essere “catalogato” da perfetti anonimi che scrivono quello che vogliono sul suo conto.
Gli attacchi personali possono essere anche fatti ma semplicemente esponendo il proprio parere contrario senza entrare in un confronto personale nel quale l’anonimo gode di un vantaggio che non dovrebbe avere. Ripeto per l’ennesima volta che l’apertura ai commenti è finalizzata ad ampliare il pensiero del giornalista, ad integrarlo, anche a contrastarlo seppur in modi civili e rispettosi. Soltanto così le migliaia di persone che ci seguono giornalmente senza commentare possono trarre profitto informativo ed intellettuale.
Il nostro è un discorso di pluralismo con il quale mettiamo in discussione anche noi stessi. Per questo preciso motivo l’inserimento del commento libero non è comune. Molti giornali, telegiornali eccetera devono semplicemente imporre la propria linea “partitica” senza che il manovratore venga disturbato. Noi no ma non è giusto nemmeno che qualcuno ne approfitti per insultare altri o semplicemente per portare acqua al proprio mulino senza una motivazione valida che lo giustifichi.

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