SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I partiti della Sinistra Arcobaleno alzano la voce e affilano le unghie per l’imminente verifica degli assetti politici interni alla maggioranza comunale. Conteranno molto gli esiti delle elezioni politiche di aprile, che potrebbero mutare la distribuzione del consenso all’interno del centrosinistra.
Rimpasti di giunta, passaggi di deleghe, assessori appiedati: la maggioranza esterna al Partito Democratico si prepara a tutto questo fra uscite televisive dei segretari di partito e diplomatiche puntualizzazioni.
Intanto nel composito mosaico del centrosinistra c’è già stato un cambio di casacca, collegato però più agli eventi nazionali che agli assetti politici locali. L’assessore allo Sport Eldo Fanini, esponente dell’Udeur in Riviera, è passato all’Italia dei Valori. Lo stesso passaggio sta avvenendo nelle Marche per tutti gli altri amministratori locali del partito mastelliano, decimato dalle note vicende giudiziarie “made in Campania”. Ma il passaggio è curioso, visto che proprio il leader dell’Idv Antonio Di Pietro è stato il più feroce contestatore del Mastella style nel governo Prodi. E ora fra le sue file arriveranno proprio gli alfieri dell’Udeur fuori dalla Campania. Paradossale no?
VERSO UNA PRIMAVERA INFUOCATA Il rappresentante di Rifondazione Comunista in Consiglio comunale Daniele Primavera spiega pacatamente: «Siamo quasi a metà del mandato elettorale, credo che ci siano cose migliorabili nel nostro governo della città. Dopo le elezioni di aprile vorremmo verificare cosa è stato fatto e cosa era previsto dal programma di mandato. Rimpasti in vista? Non si tratta di spartizione delle poltrone, ma solo di un’analisi degli obiettivi amministrativi e delle soluzioni migliori per raggiungerli».
Quindi, secondo questo ragionamento, si potrà dare il caso che qualche assessore ammetta o venga “portato ad ammettere” di avere difficoltà con qualche delega, o che la maggioranza congiunta decida che per il bene della città occorre cambiare posti chiave nella giunta.

Fra i partiti che spiccano nella loro richiesta di visibilità e di peso c’è senz’altro lo Sdi. I socialisti non nascondono di voler contare di più rispetto ai loro non trascurabili risultati elettorali del 2006.

SCAMBI SOTTO RETE Intanto nel centrodestra rimangono due o tre fazioni irriducibili fra loro. I “duri e puri” anti Gaspari, come i consiglieri del neonato Popolo della Libertà (Piunti, Gabrielli, Assenti, Poli, il “lupo solitario” De Vecchis, Felicetti, un Paolo Forlì ultimamente molto preso dalla propria attività imprenditoriale); l’Udc con la sua proposta di “opposizione costruttiva”, anti Gaspari ma per conto suo; e poi Edio Costantini, candidato sindaco per il centrodestra alle ultime amministrative, poco presente in Consiglio comunale e ancora meno fattivo nei meccanismi di opposizione politica.

Poi c’è Pierluigi Tassotti della Lista Martinelli, protagonista di un vivace scambio a distanza con Pasqualino Piunti, con dure critiche annesse, sulla vicenda del contributo comunale al Circolo Tennis Maggioni, di cui il multicrinito consigliere è presidente. Qualcuno in Alleanza Nazionale – come l’esponente del direttivo Gabriele Pompili – sibila che il Tassotti sia in rotta di avvicinamento al centrosinistra gaspariano. «Chissà che in sede di Consiglio comunale non fornisca delle stampelle all’amministrazione», aggiunge Piunti. Ma Tassotti, almeno per quanto ci risulta, finora ha sempre affermato la sua fedeltà alla compagine del centrodestra.

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