SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Quel convegno è un’iniziativa valida e lodevole, ma dobbiamo denunciare il fatto che si trasformerà in una passerella di amministratori pubblici del centrosinistra in pieno periodo pre elettorale. Ciò confligge con la legge 28 del 2000 sulla parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie».

I due consiglieri comunali di minoranza Pasqualino Piunti e Bruno Gabrielli (ex An e Fi, ora del Popolo della Libertà) presenteranno perciò un esposto in Prefettura dopo aver letto la lista dei relatori al convegno che si terrà all’auditorium comunale l’8 marzo prossimo sulla vaccinazione contro il tumore del collo dell’utero.

Oltre alla moderatrice Palma Del Zompo (medico e consigliere comunale del Pd delegata alle Pari Opportunità) e ovviamente a una nutrita schiera di specialisti medici, la lista prevede copiosi “saluti delle autorità”, quasi tutti nomi di spicco del Partito Democratico: saranno presenti il sindaco Gaspari, gli assessori Emili e Sorge, il presidente del Consiglio comunale Giulietta Capriotti e l’assessore provinciale Licia Canigola.

Cosa dice la legge in questione? All’articolo nove recita: «Dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni».
Cosa c’è di strano? E quei “saluti delle autorità” quanto influiranno sul voto nazionale che si terrà più di un mese dopo? Parlare di salute della donna equivale a chiedere il voto per Veltroni? E infine, è pensabile che si svolga un convegno nella sede comunale senza la presenza del sindaco e degli assessori di sesso femminile, dato anche l’argomento e il giorno particolare?
Piunti e Gabrielli non vogliono sentire ragioni: per loro si tratterebbe di una passerella pre elettorale in un periodo vietato perché ricadente nei 45 giorni precedenti al voto nazionale. Una passerella di politici che, secondo loro, sono in predicato di entrare nelle liste nazionali per le elezioni politiche.
La legge parla chiaro, dicono i due consiglieri, che ricordano come nel 2004 l’allora capogruppo dell’opposizione Giovanni Gaspari tuonò contro di loro per motivi analoghi.

Ci siamo: forse è questo il motivo principale della protesta dei due consiglieri d’opposizione. Sicuri che nel 2004 Gaspari non avesse fatto quelle esternazioni oggi avrebbero lanciato questa polemica? Alle mimose dell’8 marzo l’ardua sentenza…

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