GROTTAMMARE – «Sarà il mio ultimo intervento», afferma Scartozzi, presidente dell’Associazione Operatori Turistici di Grottammare. Continua quindi la querelle Scartozzi-Piergallini (l’assessore rispose a Scartozzi lo scorso 26 febbraio, CLICCA QUI per leggere l’articolo). Pubblichiamo interamente la risposta del Presidente dell’Aot.

«Alla luce delle esternazioni di Piergallini, che si ricorda di usare la parola “promozione” solo ora dopo 4 anni, si impone una riflessione sulla situazione turistica che viviamo nel nostro paese.
Mai come ora a Grottammare si vive uno scollamento così netto tra gli albergatori e l’assessorato al Turismo, gestito senza la necessaria competenza da un assessore calato in un ruolo evidentemente non suo e che impedisce a Grottammare di fare quel salto di qualità nella politica di promozione che invece meriterebbe.

Frattura che diventa ancora più netta con la propria associazione turistica (Aot), che promuove l’unico catalogo che parla unicamente di Grottammare, che non è sostenuta adeguatamente dal Comune ma addirittura ne viene danneggiata, con grave pregiudizio per la nostra attività.

Il fatto è grave e va denunciato pubblicamente: da 3 anni le piantine di Grottammare, prodotte dall’assessorato di Piergallini, riportano, all’interno della sezione “Numeri Utili”, il numero telefonico dell’AOT sbagliato, nonostante una nostra segnalazione via fax inviata più di 1 anno fa.

Non solo nessuno si è mai degnato di risponderci, ma ad oggi il Comune continua a distribuire le piantine con l’indicazione sbagliata: è di solo 3 giorni fa la segnalazione di un cliente di Bergamo che, avendo ricevuto la documentazione dal Comune, non riusciva a contattarci per via del numero telefonico sbagliato.

Chiedo a Piergallini: come mai non provvede e come mai solo il nostro numero è sbagliato?

Ecco quello che il suo assessorato ha saputo darci in questi anni e se non saranno presi provvedimenti, qualcosa dovremo pure fare per tutelarci.

Piergallini non si affanni poi a dichiarare la sua falsa “apertura” nei nostri confronti sul contributo: come mai infatti non dice alla stampa e non spiega che tutte le volte che abbiamo richiesto il contributo, con regolare e dettagliato progetto (dal quale riceviamo molto di più dalla Regione), questo ci è stato tagliato e ridotto drasticamente a soli 1.500 Euro, pari al contributo che Piergallini solitamente da, tanto per fare un esempio, ad eventi occasionali o feste di una sera.

I numeri sono questi e li ricordo: l’Aot in una anno partecipa ad una media di 25 vetrine promozionali italiane e straniere, come fiere e centri commerciali, con un catalogo esclusivo su Grottammare, oltre a gestire un portale turistico molto visitato.

Il Comune dunque ci concede 1.500 Euro mentre invece elargisce un contributo dieci volte più alto al Consorzio turistico, ovvero 15 mila Euro, in cambio della partecipazione a solamente 4 o 5 iniziative, come da testuali parole dello stesso Piergallini, alcuni di dubbia validità (vedi workshop in Polonia), nelle quali viene distribuito un libretto che racchiude sei Comuni e dove, per forza di cose, la visibilità di Grottammare e dei suoi alberghi è ridotta al minimo.

Qualcosa non torna, e Piergallini si deve assumere tutte le sue responsabilità, in quanto distribuisce soldi pubblici in modo non equo e senza una corretta valutazione del rapporto costi/benefici.
Decisioni che vengono prese dall’alto, senza la dovuta condivisione con gli operatori turistici.

Irresponsabilità che diventano gravi quando anche si permette di non cogliere l’opportunità di essere presente a due importanti vetrine, come le recenti fiere di Brescia e di Verona, dove poteva distribuire il depliant di Grottammare gratuitamente, presso lo stand di Legambiente. Mancanza molto grave che penalizza Grottammare e la sua visibilità.
Come mai? Ce lo dica Piergallini, forse ignorava tale opportunità oppure è troppo preso ad organizzare “fumo negli occhi”?
Un invito a Piergallini: si stacchi dalla poltrona del suo ufficio-Comune, non perda altro tempo e vada a vedere quello che fanno colleghi di altri Comuni a vocazione turistica che invece sanno cosa sia fare promozione».

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