ASCOLI PICENO – Un vertice in Prefettura sancisce la tregua nella “guerra delle alici” che coinvolge da alcune settimane le marinerie sambenedettesi, martinsicuresi e pugliesi che fanno base nello scalo marittimo di San Benedetto.
Uno dei nodi principali nell’acceso dibattito, che ha comportato per ben due volte il blocco del porto per le “volanti” pugliesi, riguarda le quantità di pescato che vengono portate a terra. Non essendoci una chiara direttiva nazionale in materia, il Prefetto Alberto Cifelli ha suggerito di creare e condividere un codice di autoregolamentazione condiviso che vada al di là delle leggi non scritte che sono state adottate finora.
In sostanza gli usi e le consuetudini adottate dalle marinerie del pesce azzurro locali saranno messe per iscritto e comunicate ai pugliesi. Il gruppo di lavoro sarà coordinato dalla Capitaneria di Porto.
Entrambe le marinerie poi si impegneranno a rispettarle.
Dopo la “cacciata” dal porto di alcuni giorni fa, quattro imbarcazioni pugliesi hanno cominciato a fare base in Abruzzo, ad Ortona.

Dopo quest’ultima giornata di trattativa, appare probabile che i pugliesi torneranno a San Benedetto. Va detto che ci sono due imbarcazioni provenienti dalla regione dei Trulli che hanno continuato a fare base nel porto sambenedettese senza alcun tipo di problema. «Infatti rispettano le nostre regole – confermano i pescatori locali – mica ce l’abbiamo con i pugliesi a prescindere».

Alla riunione erano presenti il Comandante della Capitaneria di Porto Luigi Forner, il Questore Giuseppe Mastrogiovanni, il sindaco di San Benedetto Giovanni Gaspari con l’assessore Settimio Capriotti, il presidente della associazione Abruzzo Pesca Franco Bruni con il socio Albino Bruni, il direttore della Cooperativa Pescatori Progresso Giuseppe Carucci, il presidente della Cooperativa San Pietro Riccardo Sgherzi e Angelo Raffaele in rappresentanza della marineria pugliese.

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