dal settimanale Riviera Oggi numero 716 in edicola

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In città ci si indigna per i 35 mila euro spesi dal Comune per l’opera artistica “Vale&Tino” del nespoliano Marco Lodola e ci si indigna perché non ci si sta buttando a capofitto nell’affare “Veline in Tour”.
Sessantamila euro per i promo Mediaset con il nome della nostra amata cittadina, sulle reti del Biscione, in piena estate, per catturare quei turisti indecisi che si decidono a venire da noi non per il bel mare o per i prezzi convenienti ma per vedere le Veline.
Che aspettare? Perché non acquistare al volo il pacchetto completo Gabibbo-veneri bianche-pubblicità-audience? Viva le Veline senza veli, dunque, e il ritorno mediatico di San Benedetto.
Poi ci sono disquisizioni anche un po’ oziose alla ricerca dell’identità di questa selezione per le simpatiche bellezze saltellanti sulla scrivania di Striscia la Notizia. Mero concorso di bellezza con forme femminili al vento della dissipazione o concorso di ballo e simpatia “buono” per tutti i gusti? Già, perché una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale ma proposta da un ”oscurantista” Daniele Primavera (Rc) mette paletti su Miss Italie e concorsi giunonici pagati dal pantalone pubblico.
Come al solito il chiasso copre la voce flebile della logica. Che urlando potrebbe dire, come peraltro ha fatto lo stesso Primavera e in seguito l’assessore al Turismo Domenico Mozzoni: «Le Veline portano turisti, ammesso che sia vero. Quindi portano soldi alla città e all’economia locale. Quindi diano un contributo anche i privati, ammesso che ritengano necessarie le Veline per creare turismo e visibilità». E non dimentichiamoci Grottammare, Cupra e i Comuni collinari. Il ritorno mediatico e turistico sarebbe anche per loro, perché deve pagare solo San Benedetto? Unione dei Comuni anche nel mettere mano al portafogli, dunque, in proporzione ai rispettivi bilanci.
Veline uguale maggiore turismo, questo però è un teorema da smontare. La visibilità creata in tv per una settimana e basta, con dei flash, lascia il tempo che trova se abbandonata a se stessa. Per una Velina qui c’è una Miss qualcosa lì e una sfilata di moda là. Meglio campagne costanti, meglio pubblicizzare la cucina, la possibilità di fare sport in pace, la qualità della vita estiva. Nessuno dice che siamo fra le città meno inquinate delle Marche. Perché?
Se il Comune preferisce intrattenere la città e i turisti con l’arte contemporanea e con manifestazioni culturali estive è una scelta legittima e anche bella. Le Veline le paghino i privati, dunque.
Che poi l’arte nelle piazze sambenedettesi sia soggetta al giudizio soggettivo del singolo fruitore è un altro discorso. Per un Emidio Girolami (fedele lettore e commentatore di Riviera Oggi) che definisce Vale&Tino come “insegna da scuola di ballo” in salsa pop, ci sono altre rispettabili opinioni sul raggiunto abbellimento di una piazzetta più vicina allo smog che al respiro come piazza Cesare Battisti. Almeno pero’ quei 35 mila euro sono serviti per qualcosa che resta nel tempo, bello brutto o insipido che sia. Le Veline vengono, ballano e volano via svolazzando leggere nonostante le saccocce piene.

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