NERETO – «Seppure sia stato eletto con l’accordo unanime di tutti i sindaci dell’Unione, pur essendo riconfermato per la seconda volta in qualità di presidente, nell’accettare l’incarico ho posto una condizione essenziale alla mia permanenza in carica, ossia l’appoggio forte di tutti i sindaci su alcune decisioni importanti che dovranno essere prese nel corso di questo nuovo anno. Se così non sarà, sono pronto a fare un passo indietro»: Emiliano Di Matteo, riconfermato lo scorso lunedì 25 febbraio per la seconda volta come Presidente dell’Unione dei Comuni della Val Vibrata, ci tiene a mettere in evidenza alcuni punti chiave che hanno determinato la sua rielezione e che saranno determinanti per le prossime attività da svolgere in seno all’unione.

«Inizialmente – ha spiegato Di Matteo – dato che su 12 sindaci dell’Unione 7 hanno aderito al Pd, avevo chiesto se ci fosse un loro candidato alla presidenza, ma dato che così non è stato e che anche 6 sindaci del Pd hanno appoggiato la mia candidatura, ho deciso di non tirarmi indietro e di accettare il mandato per il secondo anno consecutivo».

Tra le priorità che Di Matteo dovrà affrontare ci sono innanzitutto le scarse risorse economiche a disposizione dell’Unione, dovute ad un progressivo ridimensionamento dei finanziamenti sia statali che regionali: i primi passati da un 1 milione e 129 mila euro nel 2001 ai 117 mila euro nel 2006, mentre i secondi dai 114 mila euro nel 2002 ai 23 mila nel 2006. «I finanziamenti sono essenziali per poter creare infrastrutture e offrire servizi. Se la Regione non ripristina una situazione chiara in materia di sovvenzioni – ha proseguito il presidente dell’Unione – le prospettive che si intravedono sono essenzialmente due: o chiudere l’Ente oppure permettere la sua sopravvivenza attraverso i contributi economici erogati da ogni singolo Comune. La cifra da destinare all’Unione potrebbe essere definita in base alla popolazione del comune oppure molto più probabilmente in base ai servizi di cui un Comune usufruisce».

Seppure dovrebbe costituire un’ultima risorsa possibile per la sopravvivenza dell’Ente, Di Matteo vede in questa possibilità la prova su cui saggiare l’effettiva volontà dei vari Comuni di far parte attivamente dell’Unione. «Così potremmo finalmente constatare chi ha aderito perché crede davvero nel progetto e chi invece ne fa parte solo per convenienza».

Il presidente dell’unione ribadisce ancora una volta l’assoluta necessità di marciare tutti uniti verso la realizzazione di obiettivi comuni, «perché un conto è avere nei vari progetti l’appoggio e la collaborazione di due o tre sindaci, un conto di averla di tutti e 12». Tra le priorità del 2008 c’è innanzitutto la modifica dello Statuto per l’istituzione di commissioni consiliari e consulte, indispensabili per affrontare con competenza e tempestività le varie situazioni delegate all’Unione. «I sindaci non possono occuparsi di tutto, poiché per determinate questioni è necessaria anche una certa competenza tecnica». E a breve anche un incontro con il direttore sanitario dell’ospedale di Sant’Omero e il direttore generale della Asl di Teramo Mario Molinari, per cercare possibili soluzioni alla cronica carenza di personale in cui versa la struttura ospedaliera vibratiana.

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