SAN BENEDETTO DEL TRONTO –«Abbiamo perso la tranquillità che avevamo un tempo». Enrico Piccioni pronuncia queste parole con un filo di voce. Scurissimo in volto.
Con molta onestà l’allenatore rossoblu conferma che in casa Samb si è tornati a respirare quel clima pesante di tre mesi fa. Simile la situazione di classifica, identico, o quasi, lo stato d’animo della squadra. Che avverte, dopo la sconfitta di Perugia di domenica scorsa, l’ostilità di tutto l’ambiente. Ma forse c’è di più.
Piccioni si limita a commentare l’eliminazione dalla Coppa Italia per mano del San Marino: «Una brutta partita, dopo essere andati sotto non siamo riusciti a reagire a dovere: ci siamo procurati poche occasioni sotto rete». E aggiunge: «Non siamo più sereni come una volta, non riusciamo a giocare. E’ il segnale che qualcosa non va. Però preferisco riflettere, da solo: guido io la squadra, per cui ho il dovere di accollarmi le responsabilità. Parleremo (rivolto ai cronisti, ndr) domani».
Prima di alzarsi dalla sedia, il tecnico rossoblu fa un passo indietro: «Se sono arrabbiato? Non voglio ripetere l’errore di domenica scorsa (il riferimento è alle dichiarazioni sulla prestazione di Alfageme a Perugia, nda). Forse sono stato frainteso. Sono molto amareggiato, ora voglio ripensare a tutta questa situazione». Sibillina la frase di commiato: «Magari prenderò qualche decisione». Quale? Giovedì, forse, sapremo.

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