SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’idea è molto complessa, la proposta necessita di approfondite valutazioni tecniche e politiche, i tempi di analisi finora sono stati troppo stretti…. La politica cittadina gioca la carta dell’attendismo rispetto al progetto Tormenti per i lavori “collegati” alla messa a norma dello stadio.
Per politica cittadina, in questa sede, intendiamo un esponente di spicco del Partito Democratico e della maggioranza consiliare (Fabio Urbinati) e il capogruppo di Alleanza Nazionale Pasqualino Piunti, vicesindaco ai tempi di Big Luciano Gaucci e dei metri cubi di cemento che avrebbero potuto essere riversati attorno allo stadio Riviera delle Palme ben prima che il decreto Amato mettesse alberghi e uffici all’ordine del giorno delle società calcistiche affianco a ingaggi, mediani e direttori sportivi.

Urbinati afferma di aver apprezzato l’idea di uno “stadio all’inglese” e di essere stato favorevolmente impressionato dalle immagini futuribili mostrate dai tecnici della Samb alla commissione consiliare congiunta della settimana scorsa.
«Ma si parla di questi progetti da troppo poco tempo. Per un’idea così complessa, con implicazioni urbanistiche di non poco conto, servono tempi di riflessione ancora più lunghi». Sia per il giudizio da parte dei tecnici comunali, quindi, sia per la valutazione politica da parte della maggioranza e del Consiglio comunale.
Un Consiglio comunale che secondo Piunti sarebbe stato ben poco coinvolto nella vicenda. «Ai tempi di Gaucci l’amministrazione comunale agì con molta più linearità», aggiunge l’ex vicesindaco, ricordando le difficoltà di carattere extra politico affrontate all’epoca. Con un Gaucci al posto della famiglia Tormenti («interlocutori quest’ultimi senz’altro seri e ragionevoli, mentre ogni volta che si parlava con Gaucci era un’avventura») e con un clima tutto sommato diverso in città rispetto alla Samb, per tutta una serie di fattori. «Ricordo che c’era anche chi se la prendeva con me – dice Piunti – dicendo che se non avessi accettato il progetto di Gaucci la Samb sarebbe scomparsa di nuovo».
Ma alla fine il Comune accetterà oppure no la proposta della Samb? Per Piunti, che sarà chiamato a esprimersi come consigliere comunale seppur di minoranza, la risposta è «più no che sì. E pensare che la Samb rischia di non poter giocare le partite casalinghe al Riviera se l’impianto non viene messo a norma».
Urbinati, più diplomatico, si riserva di attendere la valutazione definitiva dell’intera maggioranza. Ma sui tempi non v’è certezza. Certezze che, a sentire il sindaco Gaspari, ci dovrebbero essere in merito alle eventuali proroghe alla scadenza “tagliola” del 30 giugno. «I termini che nascono perentori di solito diventano indicativi e vengono prorogati», è l’ottimistica previsione fatta pubblicamente dal primo cittadino. La Samb non giocherà a Teramo le partite casalinghe, dunque. Ma probabilmente non giocherà nemmeno sotto le finestre di un hotel o di un ufficio…

a breve su Rivieraoggi.it servizio video con le interviste a Urbinati e Piunti

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