SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Sono il primo a recitare il mea culpa per ciò che è successo sabato scorso, ma non siamo dei criminali». Così il presidente del Porto d’Ascoli Walter Amante in risposta alle accuse del patron della Vis Carassai Pietro Bizzarri, che ha denunciato un’aggressione al termine della partita disputata tra la sua squadra e i biancocelesti al campo Ciarrocchi. Allo stesso Bizzarri, ricorso alle cure ospedaliere, è stata prescritta una prognosi di 15 giorni.
Amante dà la sua versione dei fatti: «A gara conclusa c’è stata una forte discussione tra due giocatori per il rigore concesso alla Vis Carassai a metà ripresa. Un nostro ragazzo è intervenuto nel tentativo di sedare il litigio, ma è stato spintonato dallo stesso Bizzarri. A questo punto sono intervenuti gli altri compagni di squadra e un altro nostro ragazzo ha avuto la malaugurata sorte di trovarsi in mezzo e nel difendere il suo compagno ha compiuto un gesto sicuramente censurabile».
Amante non nasconde una certa preoccupazione per il suo tesserato: «Certamente il suo comportamento è da condannare, ma non va criminalizzato. E’ compito della società riprenderlo e rimproverarlo senza gettare fango sullo stesso e su quanti si adoperano ogni giorno alla crescita di tutti i giovani del club».
Chiusura polemica nei confronti del “collega” Pietro Bizzarri: «Perché – si chiede il presidente del Porto d’Ascoli – non si è fatto visitare subito? E’ rimasto al campo fino alle 18.30 e c’era l’ambulanza. Perché non ha raccontato tutto ai carabinieri quando sono arrivati sul posto dopo una nostra telefonata? Non tollero che si continui a infamare una società come la nostra che investe sui giovani».

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