GROTTAMMARE – Giuseppe Concetti, da molti conosciuto perché uno dei fondatori dell’associazione Lido degli Aranci, è consigliere comunale per il centrodestra.

Secondo lei quali sono stati i risultati raggiunti dall’amministrazione Merli negli ultimi cinque anni?
«Penso che sia la maggioranza che l’opposizione lavorino per la cittadinanza e che quindi occorra fare opposizione costruttiva. È ovvio che tutto è perfezionabile e che se, ad esempio, fossi stato io in prima persona a fare delle cose, le avrei fatte in maniera diversa».

Ci fa qualche esempio?
«Piazza San Pio, è molto bella, ma ha diviso la città. Avrei lasciato uno sfogo verso la SS16, per permettere una migliore viabilità»

Qual è la sua idea di opposizione?
«A Grottammare è fortemente penalizzata, siamo 7 contro 14, non si ha la forza per controbattere le decisioni della maggioranza. Inoltre occorre essere propositivi: ad esempio per quanto riguarda il nuovo polo scolastico di Zona Ascolani, non abbiamo la forza per bloccare l’iniziativa. Mi sono limitato a dare dei consigli, come ad esempio dedicare parte del tetto a pannelli solari».

Come sono i rapporti con la maggioranza?
«Buoni. Non ho avuto ad esempio difficoltà a votare assieme alla maggioranza – quando invece l’opposizione si astenne – per il piano per le antenne, perché mi sembrava giusto che un paese decida dove debba mettere. Che poi i luoghi scelti siano in qualche modo sbagliati…»

E invece all’interno dell’opposizione?
«Spesso ci dicono che “facciamo poco”, ma occorre fare opposizione quando ce n’è bisogno, non dire no a tutto per partito preso».

Da consigliere, in cosa si è impegnato in questi cinque anni?
«Ho avuto a cuore la Chiesa di Sant’Agostino, che è ridotta in maniera pessima. Mi sono fatto promotore di questo problema e l’ho sottoposto in consiglio e grazie alla loro sensibilità pare proprio che ora si farà qualcosa in merito».

I giovani e la politica in che rapporti?
«Non sono molto interessati, partecipano poco e per la maggior parte sono chiamati a dei progetti già decisi. D’altronde cosa fa la politica per richiamare i giovani? Niente».

Cosa ne pensa della legge elettorale con la quale si voterà alle politiche?
«Dovremmo fare un passo indietro. I vertici dei partiti vorrebbero governare la cosa pubblica come fossero dei re. Dopo due mandati tutti dovrebbero abbandonare il Parlamento: e questo anche nelle amministrazioni locali».

Quindi lei non è per l’unione dei piccoli partiti
«Più che altro sono per l’abolizione dei finanziamenti. Sarebbe sufficiente dire “sotto al 5% non prendi finanziamenti”, che il problema si risolverebbe da solo. Inoltre, e sono quattro anni che lo dico, si governa al centro, occorre essere moderati. Tanto che oggi, all’attuale, non mi rispecchio più nel centro di qualche anno fa. Tutti i partiti si sono spostati al centro. Così viene meno l’idea stessa di opposizione».

E quindi, legato a questo, cosa ne pensa del fenomeno Grillo?
«Lavora sull’emotività delle persone, ma è un comico. Qui si parla di funzionalità, ci sono persone pagate per ragionare, i nostri politici, e se non danno risultati devono essere i cittadini ad intervenire».

Qual è la sua previsione sulle prossime amministrative?
«Forse dopo 15 anni ci sarà un cambio fisiologico: chi votava prima non c’è più e ci sono molti nuovi giovani che votano. Di certo, centrodestra o centrosinistra, chi vincerà sarà per pochi voti».

Cosa le fanno pensare le probabili liste di sinistra?
«Sono liste trasversali, possono prendere voti sia dalla destra che dalla sinistra. Staremo a vedere».

Lei si candiderà alle prossime elezioni?
«Dipende dai programmi che verranno presentati e dal leader».

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