ASCOLI PICENO – ”Vita di Galileo” è una fra le più importanti opere di Bertolt Brecht, ma anche una fra le più ambigue e avvincenti, e costituisce una sorta di “testamento spirituale” del grande autore di Augusta, sia sul piano del lavoro teatrale che su quello del contenuto morale.
Verrà interpretata da Franco Branciaroli, martedì 26, mercoledì 27 e giovedì 28 febbraio al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno, per la regia di Antonio Calende.

«Per comprendere a fondo il senso e le peculiarità di questo testo – sostiene il regista – è necessario risalire alle grandi motivazioni per cui fu creato, alle riflessioni e agli eventi che spinsero Brecht ad elaborarlo in certe direzioni. Impossibile non correlare l’ultima definitiva versione di Vita di Galileo (in cui l’autore condanna l’abiura del protagonista) con l’atteggiamento di certi scienziati a lui coevi, che proprio in quegli anni si erano resi indirettamente colpevoli del disastro di Hiroshima, mettendo a disposizione di uomini comuni e della politica di potenza i loro studi sulla scissione dell’atomo».

Accanto a Franco Branciaroli gli altri protagonisti dello spettacolo sono: Giulia Beraldo, Lucia Ragni, Emanuele Fortunati, Alessandro Albertin, Giorgio Lanza, Greta Zamparini, Giancarlo Cortesi, Daniele Griggio, Tommaso Cardarelli, Emiliano Coltorti, Lello Abate. Le scene dello spettacolo sono di Pier Paolo Bisleri, i costumi di Elena Mannini e le musiche di Germano Mazzocchetti.

Per informazioni e biglietti è attiva la biglietteria del Teatro (tel. 0736 258035 – 244970) o è possibile rivolgersi all’Amat www.amat.marche.it (anche tramite la vendita on line). Inizio spettacoli ore 20,30.

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