SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riceviamo dalle maestranze della Foodinvest di Porto d’ Ascoli (ex Surgela) e pubblichiamo integralmente:

«In questi giorni, si sta cercando di distogliere l’ attenzione dell’opinione pubblica con il falso problema – creato ad arte – dell’ammoniaca, quando in realtà la vera spada di Damocle, che incombe sull’intero territorio, è la chiusura di uno stabilimento storico che ha sempre prodotto ricchezza. La ex Surgela utilizza da oltre 50 anni l’ammoniaca, indispensabile per la refrigerazione, come tutte le aziende, legate al settore del freddo, presenti nella città.
Per tale utilizzo vengono applicate le norme di sicurezza contenute nel manuale “Valutazione del rischio” secondo il D.L. n.626 da tecnici specializzati.
Il fluido frigorifero è costituito da ammoniaca anidra (NH3) racchiusa in un circuito a tenuta stagna. Tutto l’impianto è dotato di sistemi di sicurezza con rilevatori di gas che provvedono alla segnalazione di emergenza, nonché di sistemi di sezionamento dei circuiti di adduzione ammoniaca, sia liquida che gassosa, in pressione.
Inoltre il sistema di rilevamento segnala automaticamente eventuali incidenti subiti alla portineria (sempre presidiata 24 ore al giorno e per 365 giorni all’anno) per mezzo del sistema centralizzato di gestione allarmi che richiama le procedure necessarie in caso di incidenti di questo tipo.

Le maestranze quindi, ritenendo di aver soddisfatto tutte le curiosità sull’argomento, chiedono di finirla di creare cortine fumogene, atte a sviare l’ interesse dalla gravissima realtà di 150 lavoratori, cittadini italiani, contribuenti e votanti, minacciati dalla suddetta spada di Damocle».

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