SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non si placa la querelle fra la marineria martinsicurese e sambenedettese ed i quattro equipaggi pugliesi che fanno base nel porto cittadino, già respinti dallo scalo marittimo negli scorsi giorni.
Quattro equipaggi che la marineria del pesce azzurro accusa di non rispettare i codici di comportamento e di pesca non scritti alla base dell’attività marittima locale: le quattro barche provenienti da Trani e Molfetta pescherebbero alici nelle zone dove predomina il novellame (alici sotto i 9 centimetri di lunghezza), inflazionerebbero il commercio locale vendendo anche fuori dal Mercato Ittico comunale ed uscendo in mare anche quando le avverse condizioni meteo fanno rimanere in porto i marittimi locali oppure alcune ore prima rispetto all’uscita stabilita.
Venerdì mattina si è tenuto un incontro in Capitaneria di Porto fra i rappresentanti di lamparisti e volanti locali e pugliesi. Ma non sembra essere stato raggiunto un accordo fra le due parti, anche per l’incertezza normativa; da una parte infatti i pugliesi hanno diritto a fare scalo nel porto sambenedettese, dall’altra però il mancato rispetto dei codici di autoregolamentazione genera esasperazione nei marittimi locali, che lamentano un drastico calo dei guadagni e il depauperamento delle risorse ittiche del loro mare. In mezzo, regolamenti nazionali ed europei per il pesce azzurro che sono definiti lacunosi.
«Non ce l’abbiamo con i pugliesi in quanto tali, ma con coloro che non rispettano le nostre regole», dicono i pescatori di fronte alla Capitaneria. «A San Benedetto lavorano in piena armonia con noi il San Cosma e Damiano di Vieste con le sue lampare e il Morgan di Molfetta, che pesca con la volante – in coppia, ndr – con un’imbarcazione sambenedettese».
Uscito dall’incontro, il rappresentante dell’Abruzzo Pesca Franco Bruni chiarisce: «La marineria del pesce azzurro è unita in questa lotta per la sua sopravvivenza economica. Prevale il radicalismo contro chi non rispetta le regole, anche se c’è qualcuno più cauto. Ma non ci bastano le promesse, vogliamo i fatti. Continua la nostra protesta civile».

Lunedì sera al rientro delle volanti dalla giornata di pesca ci sarà un’altro blocco del porto? Probabile, perché gli animi sono esasperati.
La marineria del pesce azzurro locale (sette volanti e sette lampare, per un totale di 21 imbarcazioni) chiede che il Ministero ratifichi i codici di autoregolamentazione perché teme come la peste l’impoverimento del mare locale legato a una pesca indiscriminata. Chiunque sia a farla.
Questo tipo di contrasti non è nuovo nei porti del medio Adriatico. Ci sono stati episodi simili ad Ancona, Giulianova ed Ortona.

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