SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Non può morire così l’alta professionalità di queste maestranze». Questa frase era possibile leggerla nei volantini che i dipendenti della Foodinvest hanno distribuito martedì 19 febbraio, davanti al Centro per l’Impiego di San Benedetto, mentre all’interno si svolgeva il difficile confronto con il dottor Gaita, procuratore generale della Malavolta Corporate.
Il volantino è la triste testimonianza di ciò che fu, la storia di quella che era per tutti «l’industria alimentare di San Benedetto», corredata dalle sue credenziali tecniche e umane, e con la legittima richiesta di poter continuare a produrre tutti quei prodotti che gli italiani hanno apprezzato nel corso degli anni, richiesta fatta a tutti gli imprenditori locali.
La segreteria provinciale dell’Ugl a riguardo fa sapere che «l’ex-Surgela è un sito decisivo per il distretto agro-industriale, è un’azienda centrale per tutta la filiera dell’agro-alimentare, ha maestranze di forte professionalità e sforna prodotti di qualità. La sua chiusura impoverirebbe tutto il territorio che ha fatto dell’agro-alimentare un progetto di crescita economica per la città, senza contare che, come ha detto il sindaco Giovanni Gaspari, andrebbe in fumo un investimento di 5 milioni di euro del Comune di San Benedetto per produrre acqua rigenerata, di cui l’ex Surgela sarebbe stato il maggior utilizzatore».
Una richiesta dunque a tutte le maestranze dei “veri” imprenditori locali quella fatta dalla Ugl affinché «la ex Surgela continui a produrre quei prodotti che tutti gli italiani hanno avuto modo di apprezzare».

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