CUPRA MARITTIMA – L’Associazione Sportiva Dilettantistica Scuola Karate Wado Ryu Cuprense, nata 15 anni fa, domenica 3 febbraio ha partecipato al 3° master Kata e al 1° trofeo giovanile Kata a squadre, che si è svolto alla Palestra Comunale di Cupra Marittima. Giuseppe Morelli, curatore dell’evento commenta: «Il nostro è stato una sorta di esperimento e dato il successo penso proprio che replicheremo».Di cosa di occupa la Scuola Karate di Cupra?

«Sia di corsi di avviamento allo sport per bambini, che di karate tradizionale e karate agonistico per bambini e adulti. Quella di Cupra è la sede centrale, poi ce n’è una a Pedaso e l’altra a Montalto Marche. Abbiamo avuto buoni risultati anche a livello nazionale; dalla nostra scuola inoltre sono usciti sei allenatori che stanno seguendo un Corso al Coni».

In cosa si differenzia il Karate dagli altri sport?

«Il karate giovanile è fatto su misura di ragazzo. Spesso è consigliato dal medico di famiglia, sia per esigenze fisiche che di socializzazione».

Come sono i rapporti con l’amministrazione comunale?
«Ottimi. La struttura a nostra disposizione è più che adeguata. Ad esempio, per questo evento è stato il sindaco stesso a mettersi in contatto con la Regione per ottenere il patrocinio. La competizione riguardava prove individuali per tutte le fasce di età e altre per le categorie tra 8 e 14 anni. Le 8 società sportive provenivano da tutte le Marche, per un totale di 140 partecipanti».

Che vuol dire?

«Puntiamo molto sullo spirito di gruppo e la nostra scelta è stata quella di premiare tutti i partecipanti. C’è una graduatoria ma abbiamo deciso di consegnare ai ragazzi trofei tutti uguali proprio per non soffermarci ad esaltare troppo il singolo. Preferiamo premiare l’impegno di aver partecipato».

C’erano addirittura 20 arbitri.

«Gli ufficiali di gara sono stati un’ulteriore nota positiva. Erano tutti giovanissimi, tra i 18 e i 30 anni. Si trattava di ex atleti di notevole esperienza: grazie a loro infatti il torneo si è svolto con regolarità e precisione».

Faccia un bilancio dell’evento.

«I ragazzi erano entusiasti, gli spalti erano pieni. La risposta dei genitori è stata più che buona e sono stati una parte fondamentale per la realizzazione stessa del torneo, insieme ai volontari della Croce Rossa Italiana, e in particolare ad Angela Maria Capocasa e agli sponsor. E’ stata premiata la nostra filosofia: i ragazzi capiscono che per noi, più che l’individuo, è importante il gruppo».

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