SAN BENEDETTO DEL TRONTO – A partire dalle ore 18 su questa pagina troverete in diretta le informazioni riguardanti la discussione sul progetto presentato dai fratelli Tormenti circa lo stadio “Riviera delle Palme”.
ORE 18,12 La Commissione non è ancora iniziata, potrebbe cominciare attorno alle 18,30
ORE 18,25 Sono arrivati il sindaco Giovanni Gaspari e il presidente della Samb Gianni Tormenti, i quali si sono stretti la mano. A breve sarà illustrato il progetto per la messa a norma dello stadio Riviera delle Palme presentato dalla famiglia Tormenti lo scorso 24 gennaio.
A raccogliere le informazioni la Commissione comunale congiunta che comprende Bilancio, Urbanistica e Lavori Pubblici, presiedute rispettivamente da Pino Nico, Luca Vignoli e Libero Cipolloni.
Per il club rossoblu presenziano l’incontro i consulenti finanziari Nazzareno Ciriaci e Antonio Zambetta, unitamente all’architetto Leo Medori.
ORE 18,40 Prende la parola Pino Nico, presidente della Commissione Bilancio, il quale la cede subito al sindaco Gaspari: «Sono nella mia veste più di assessore all’Urbanistica che non di sindaco. Sicuramente l’argomento stadio è di grande interesse. Il presidente Tormenti e i suoi collaboratori qualche settimana fa sono venuti da me a presentare un’ipotesi di grande massima su quelle che potrebbero essere le idee della Samb per rientrare nella messa a norma del Riviera. Abbiamo fatto qualche approfondimento e valutazione e poi, come è giusto che sia, visto che la materia investe la Giunta ma anche il Consiglio Comunale, abbiamo ritenuto giusto che fosse illustrata alle varie Commissioni. Una parte riguarda il Bilancio, l’Urbanistica e i Lavori Pubblici e quindi abbiamo pensato a questa Commissione congiunta. E’ l’avvio di un confronto, molto tranquillo e sereno. Nè match, nè duelli da mezzogiorno di fuoco. C’è una società che sta gestendo la Samb, speriamo si salvi quanto prima e c’è un’amministrazione comunale che è consapevole che il Riviera va portata a 14.498 posti, vanno fatti degli adeguamenti. Per legge».

Prende la parola il presidente Tormenti: «Leggo su diversi organi di stampa che stiamo proponendo questo progetto quando non c’è la necessità, la verità è che siamo costretti da una normativa del ministro Amato a riportarlo alla capienza originaria. Non vogliamo fare questa cosa per un discorso che prescinde da quello sportivo. Se vogliamo fare giocare la Samb al Riviera l’anno prossimo, siamo obbligati a metterlo a norma».

La parola all’architetto Leo Medori, della Esa Studio di Mosciano: «Siamo un pool di tecnici incaricati dalla Samb per individuare certe modalità di intervento. La Samb Calcio punta oltre alla messa a norma dello stadio anche a dotarlo di altri spazi, come palestre, foresteria e comunque altre entità connesse alla gestione sportiva. Oltre a questo la nostra proposta tende a non intralciare, a non ostacolare la messa a norma che partirà entro termini strettissimi. La problematica più importante è quella di lasciare spazi per il prefiltraggio e la sicurezza, sono stati individuati degli ambiti che è possibile utilizzare a terra per non interferire con gli aspetti della sicurezza, sul lato est e sul lato nord. Puntiamo oltre agli spazi per strutture ricettive, come un albergo, uno spazio di servizio per la società sportiva, come palestre, una foresteria, un campo di calcetto al coperto e palestre. Nella parte bassa, a terra, c’è anche la previsione di uno spazio di parcheggi interrati (circa 250 posti macchina)».

«Parliamo di un albergo con circa 80 camere e una foresteria atta a ospitare 40 posti. Il tutto per circa 4 mila metri cubi. Mentre per gli uffici, circa 80, parliamo di uno spazio di circa 150 metri quadri per ogni ufficio».

«L’ipotesi di progetto è stata sviluppata in due parti, una che riguarda gli aspetti architettonici e l’altra di aspetto puramente economico, che concerne la fattibilità degli interventi. Con l’altezza degli interventi non si supera l’altezza delle torri dello stadio preesistenti, c’è un incremento più materico che non costitutivo».

La parola passa al consulente finanziario Nazzareno Ciriaci, che ha curato la parte finanziaria: «Il mio intervento sarà abbastanza sintetico, per rendere l’idea di come è composta questa operazione. I miei sono numeri freddi, che non tengono conto della passione sportiva che c’è attorno alla squadra».

«Un business plan ha due colonne, quella dei costi e quella dei ricavi. Partiamo dai costi. Abbiamo circa 30 mila metri quadrati, con mille euro al metro quadrato ci dovremmo stare dentro. Ovviamente questa opera bisogna realizzarla e allocarla. Ci vorranno almeno tre anni, ciò comporterebbe per lo meno altri 6 milioni di euro ai quali dobbiamo aggiungere i 3 milioni e mezzo da tirare fuori immediatamente per la messa a norma. E poi ci metteri a 500 mila euro di imprevisti. I costi minimi certi sono quindi 40 milioni di euro. Ma potrebbe starci qualche costo in più»

«Veniamo ai ricavi. Li considero partendo da tre presupposti. Partiamo da uno base: abbiamo 30 mila metri quadrati, dei quali 4 mila che vanno ad arricchire il patrimonio sportivo della città, più altre strutture come palestra e campi, per un totale di oltre 6 mila metri tra coperto e scoperto. Se tolgo questa parte il conteggio devo per forza di cosa devo farlo su 25 mila quadrati. Quindi il costo cresce un po’, passiamo a circa 1.300 euro al metro quadrato».

«Poi veniamo ad altre considerazione. Pensiamo per esempio che non c’è nulla di simile, qui abbiamo una costruzione sospesa, attaccata allo stadio, non c’è niente di simile in Italia. Questo è un’incognita: come reagirà la zona? Stesso discorso vale per l’albergo, attaccato allo stadio e soggetto a forti limitazioni perché alla domenica pomeriggio si troverà poliziotti in assetto da guerra che limiteranno i clienti. Poi c’è una considerazione, la più importante: il diritto di superficie. Tutto questo discorso di regge su questo: tutto ciò che verà realizzato sopra questa area è e resterà di proprietà del Comune di San Benedetto»

«Per quanto lungo può essere questo diritto di superficie facciamo una grande distinzione noi italiani tra proprietà e diritto di superficie. Questo crea delle forti incognite sui ricavi, sull’intero progetto, non ci sono certezze, ci sono elementi particolari, di novità che creano delle forti incognite che si possono superare utilizzando una leva, quella del prezzo. Nulla più del prezzo, competitivo, ci fa superare tanti ostacoli».

«La conclusione? Questa operazione dà un utile, però si può arrivare allo stesso ricavo senza correre certi rischi. Io ho espresso il mio parere negativo, da un punto di vista finanziario questa è un’operazione che non si dovrebbe fare. Si corre un grande rischio. Non ho detto che l’operazione non funziona, ma che la sua redditività, confrontata con tante altre è sconvenienti, si potrebbero ottenere gli stessi risultati con operazioni più tradizionali».

Ancora Ciriaci: «Per quello che riguarda i lavori dello stadio per la sicurezza si è fatto tutto in sintonia con le autorità preposte. Ciò che io evidenziavo non era la sicurezza, ma la persona che deve prendere la struttura, evidenziando il fatto che in 17 giornate, quando si gioca la partita, il cliente si trova in una situazione particolare. Il progetto prevede che la parte commerciale non va gestita, ma allocata per unità immobiliari, tenendo presente che tutto è di proprietà del Comune».

Riprende la parola il presidente Tormenti: «Stiamo presentando questo progetto per risolvere un problema. Questa è una nostra porposta, poi non è detto che saremo noi a realizzarla, mi interessa solo che lo stadio sia a norma entro il 30 giugno, altrimenti non potremo iscrivere la squadra al prossimo campionato. Non predevamo di trovarci in questa situazione, non potevamo prevenire le leggi e le normative. Abbiamo sempre dichiarato che per portare avanti un progetto sportivo c’è bisogno di strutture, quindi anche se un domani noi non ci saremo ci sarà sempre un valore aggiunto. La realizzazione di questo progetto non è legato o forzato dalla presenza dei Tormenti».

Ancora Ciriaci: «Benefici? Ritengo che ce ne siano tanti. La famiglia Tormenti va subito a spendere 3 milioni e mezzo a fondo perduto, poi spende 5 milioni per le superfici scoperte. 8 milioni e mezzo quindi che vanno ad arricchire la struttura della società Sambenedettese Calcio. Oltre a questo tutto il resto è di proprietà del Comune, perché siamo in diritto di superficie. Le garanzie da questo punto di vista ci sono.

Questo progetto lega ancora di più i Tormenti con la società, perché crea un valore aggiunto, dopo molti anni abbiamo una società, un srl dove vediamo l tre persone che sono soci. Stanno rischiando in proprio, c’è trasparenza. Già questo aspetto rappresenta una garanzia molto forte».

Riprende la parola il presidente Tormenti: «Stiamo presentando questo progetto per risolvere un problema. Questa è una nostra porposta, poi non è detto che saremo noi a realizzarla, mi interessa solo che lo stadio sia a norma entro il 30 giugno, altrimenti non potremo iscrivere la squadra al prossimo campionato. Non predevamo di trovarci in questa situazione, non potevamo prevenire le leggi e le normative. Abbiamo sempre dichiarato che per portare avanti un progetto sportivo c’è bisogno di strutture, quindi anche se un domani noi non ci saremo ci sarà sempre un valore aggiunto. La realizzazione di questo progetto non è legato o forzato dalla presenza dei Tormenti».

Interviene Pasqualino Piunti, esponente di AN: «Ritengo tardivo questo incontro, perché i tempi per la messa a norma sono strettissimi. Chiedo al sindaco e all’amministrazione comunale di dare in tempi brevi una risposta alla famiglia Tormenti. Perché ci sono una città e una tifoseria preoccupate per l’iscrizioni al prossimo campionato. Ci sono 4 mesi dalla scadenza del termine ultimo, per cui spero che ci si attivi in fretta. Mi sembra che il progetto sia stato illustrato in maniera responsabile».

Tocca al sindaco Gaspari: «Non ho in animo di polemizzare, sarebbe fin troppo facile. Noi abbiamo il dovere di governare questa città, ci sono materie e competenze proprie del Consiglio Comunale. La programmazione urbanistica per esempio è di sua competenza. C’è un aspetto che ritengo importante da sottolineare: i termini anche quando non sono perentori, si sono sempre trasformati in termini indicatori. Prendiamo la videosorveglianza, il cui termine ultimo è stato procrastinato. Tant’è che stiamo ancora giocando a porte aperte. Anche qui, quali sono gli interventi indispensabili? Quelli illustrati e noi dobbiamo mettere a norma lo stadio fatte salve proroghe che possono intervenire per lavori che sono iniziati. Anche questi termini sono derogabili, la fretta mal si concilia con una giusta esigenza di pesare bene tutto ciò che è in campo, perché l’amministrazione ha l’obbligo della continuità amministrativa. Abbiamo la necessità di fare una valutazione attenta e puntuale. Qui non si può improvvisare. Dobbiamo approfondire. Io credo che i Consiglieri comunali, coloro che devono decidere, dopo stasera posseggono più elementi per iniziare una valutazione serena e seria. E’ interesse di tutti approfondire per arrivare a una soluzione. Per noi è importante avere una srl con persone qualificate, riconoscibili, è una garanzia, mi fa piacere che il clima sia sereno e civile teso a risolvere il problema».

Alle 20 circa si chiude la Commissione congiunta. Da verificare se ce ne saranno altre, oppure il sindaco Gaspari (entro una decina di giorni?) prenderà una decisione, dando una risposta ai proprietari della Sambenedettese Calcio.

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