CUPRA MARITTIMA – Rivieraoggi.it ha intervistato Antonio Conte, vicepresidente dell’associazione “Megachip, Democrazia nella Comunicazione” e coproduttore del documentario “Zero” di Franco Fracassi e Francesco Trento, concepito da un’inchiesta giornalistica di Giulietto Chiesa sulle incongruenze della versione ufficiale fornita dalle autorità americane sulla strage delle Torri Gemelle. Il documentario è stato presentato al cinema Margherita nell’ambito della rassegna “Frammenti dalla Biennale e altri Frammenti”, organizzata dall’Associazione “J. Maritain” e dedicata ai film presentati al Festival del Cinema di Venezia. La coordinatrice della serata Caterina Di Girolami ha affermato: «La decisione di sostenere questo evento da parte del Centro Maritain e dei “Frammenti dalla Biennale e altri Frammenti” è all’interno del nostro profilo culturale che tende a dare voce a chi normalmente non ce l’ha, a ragionare sui fatti del nostro tempo, senza alcun tipo di pregiudizio o preconcetto, e ancor di più a stimolare un senso critico verso l’informazione che ogni giorno riceviamo dai mass media».

Il mistero del quarto aereo, quei crolli “sospetti” delle torri concepite per resistere all’impatto degli aerei e a temperature ben più alte di quelle effettivamente sviluppatesi al loro interno quel drammatico giorno, le testimonianze dei sopravvisuti che affermano di aver sentito delle esplosioni, sono solo alcuni dei punti critici che già molte inchieste giornalistiche hanno identificato finora.

E poi le opinioni di fisici, ex piloti dell’aereonautica militare e civile, impiegati dell’ambasciata americana in Arabia Saudita (la storia dei visti falsi ai dirottatori), tutti fattori che avvalorano una tesi che se vera avrebbe conseguenze sconvolgenti: è impossibile che dei piloti inesperti abbiano compiuto quelle manovre azzardate in volo con dei Boeing, è estremamente sorprendente che tre (o quattro?) velivoli siano riusciti a violare gli spazi aerei più protetti del mondo, con quelle modalità e quel tempismo.

Infine il mistero del Pentagono: pochissime immagini disponibili dell’impatto del presunto Boeing, e quelle poche che ci sono non sono per nulla chiare. Presunto impatto perché un Boeing avrebbe dovuto avere un impatto ben più devastante su quell’ala dell’edificio chiave della Difesa americana. E invece c’era un buco di soli cinque metri di ampiezza….
Insomma, “Zero” è un documentario serio, anche se avalla una tesi condivisibile o meno. Ma è un lavoro giornalisticamente ben documentato. Strano (si fa per dire) che i media generalisti lo stiano ignorando…

Servizio video di Oliver Panichi

riprese Pier Paolo Flammini

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