SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Servono altri 16 punti per evitare i play out e questa Samb ha la possibilità di farli». Enzo Nucifora sembra avere già digerito la sconfitta di Lucca e guarda avanti.
«Non mi fascio la testa per avere perso contro una squadra come quella rossonera: esperta, smaliziata, costruita per giocarsi la promozione» attacca il direttore sportivo rossoblu. Che continua: «Potrebbe accadere la stessa cosa anche a Perugia, ma la sostanza resterebbe immutata: occorrono 16 punti per salvarci. Ed io sono fiducioso. Credo che in casa riusciremo a metterne insieme almeno 11; poi dovremo, in un modo o nell’altro, prenderne 5 o 6 fuori. La corsa la dovremo fare su Massese e Pistoiese. Sorrento e Potenza infatti, a mio avviso si tireranno fuori».
Il presidente Tormenti ha parlato di un atteggiamento sbagliato nello spiegare la sconfitta di Lucca, mister Piccioni ha replicato asserendo che la Samb ha sbagliato solo a inizio ripresa. Qual è la sua opinione?
«Hanno ragione entrambi. Mi permetto di aggiungere che qualcosa d’aggiustare c’è. Non so, forse è mancanza di maturità, o qualche difetto a livello psicologico, sta di fatto che fuori casa ci è capitato diverse volte di sbagliare l’approccio. Magari solo per una ventina di minuti, come a Lucca, ma è successo. Lo faceva la Samb di Ugolotti, lo fa anche quella di Piccioni: segno che probabilmente il difetto è congenito, strutturale. Ci manca quella cattiveria e quel cinismo per risolvere le partite».
Caratteristiche che invece non fanno difetto alla Samb versione casalinga.
«Il punto è proprio questo: quando riusciremo a trasferire anche in trasferta la capacità di chiudere gli incontri, allora sì che cominceremo a fare punti. In casa, dove abbiamo ormai raggiunto un certo equilibrio, facciamo due tiri e segniamo, fuori no. La squadra è ancora in fase di crescita».
Alla vigilia della sfida di Lucca aveva detto: «La vittoria fuori casa è matura». Deluso?
«No, non lo sono. Anzi, pur avendo visto la partita dalla panchina per tutto il primo tempo sono rimasto tranquillo, ho visto una Samb che ha giocato molto bene. Purtroppo perdiamo per degli episodi sfavorevoli. Se non gli avessimo fatto quei regali sui gol, la squadra di Braglia non avrebbe ritrovato la “strada”».
Questa Samb è Palladini e Ferrini-dipendente?
«Non sono d’accordo. Nel primo tempo la Lucchese è stata inesistente. Fossimo andati al riposo sull’1-0 saremmo forse riusciti a portare a casa la vittoria».
I nuovi acquisti però, almeno per ora, non hanno dato l’apporto che ci si attendeva…
«Vicentini non ha mai giocato, Alfageme ha fatto sì e no una partita, stesso discorso per Vitiello. Non possiamo esprimere giudizi senza vedere giocare un calciatore».
Ha di nuovo riunito la squadra per l’ennesimo faccia a faccia. Il momento è delicato…
«Guardi, discutiamo spesso con l’allenatore e i giocatori. Ci confrontiamo e facciamo il punto della situazione, pesando gli atteggiamenti negativi e quelli positivi. E’ una consuetudine, a prescindere dai risultati».
Domenica c’è il Perugia. Esageriamo nel definirla una partita che la Samb non può fallire?
«Io dico che anche perdessimo non cambierebbe niente. Non è un’ultima spiaggia, insomma. Sarà invece a Castellammare di Stabia (6 aprile, ndr) e Massa (20 aprile, ndr) che non ci potremo permettere di perdere. Questo in ogni caso non significa che al “Curi” sarà impossibile fare punti, anzi: la Samb ha i ritmi, la condizione fisica e la sicurezza per tornare dall’Umbria con un risultato positivo».
Sempre ottimista quindi per l’obiettivo salvezza diretta.
«Ricordiamoci che qualche mese eravamo ultimi in classifica e che le nostre compagne di avventure erano Sangiovannese e Martina. Guardate ora dove sono loro e dove invece siamo noi: abbiamo già fatto un qualcosa di eccezionale, in un campionato difficile ed equilibrato come questo. Dobbiamo però fare un ultimo sforzo».

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