GROTTAMMARE – Lo scontro è aspro, anche perché rovina uno dei riconoscimenti da più tempo inseguiti dall’amministrazione comunale grottammarese. Che proprio lunedì scorso è entrata a far parte del club dei “Borghi più belli d’Italia“, grazie alla qualità del suo centro storico. Un bel colpo, non c’è che dire, che l’assessore al Turismo Enrico Piergallini inseguiva da oltre un anno.

Un riconoscimento che però ha scatenato forti polemiche. Sia durante la cerimonia di premiazione, che dopo. La giornalista Tiziana Capocasa, cittadina grottammarese, ha infatti preso la parola, al termine della cerimonia che si è svolta al Teatro dell’Arancio, per far presente al presidente dell’associazione Umberto Forte la situazione che si sta venendo a creare sullo stabile in fase di ristrutturazione da parte dell’Erap per degli alloggi popolari. L’immobile, che si affaccia proprio su Piazza Peretti e del quale Riviera Oggi si è già occupata negli scorsi mesi, ha delle tegole moderne, rosse, che poco si addicono a quelle preesistenti, di colore meno impattante. Cliccando sulla destra, si può ascoltare l’intervento della Capocasa e vedere le “tegole” della discordia.

Ma non basta: ieri il presidente dell’Associazione Operatori Turistici di Grottammare, Umberto Scartozzi, ha contestato il fatto che, per entrare nel club, il Comune debba pagare una quota di 2.500 euro annuali, quando alla sua associazione ne verrebbero destinati poco più della metà (per altro, negli ultimi anni, non riscossi). Scartozzi ha anche lamentato che sul sito de “I Borghi più belli d’Italia” non siano ancora aggiornate le pagine relative a Grottammare, ricordando infine che non bisogna correre il rischio che la Perla dell’Adriatico perda la sua caratteristica di attrattiva balneare.

Non si è fatta attendere, proprio in risposta al precedente commento di Scartozzi sul nostro giornale, la risposta dell’assessore al Turismo Enrico Piergallini, che, oltre a vantare gli effetti positivi in termini di visibilità dall’adesione a “I Borghi più belli d’Italia”, ha anche accusato Scartozzi di poca serietà e di «volontà di offendere il lavoro e la sensibilità degli altri».

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