SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Delusi i tifosi, delusa la critica. Ma soprattutto a manifestare profonda amarezza è il presidente Gianni Tormenti. Il quale non fa nemmeno accenno alla direzione dell’arbitro, il signor Stallone di Foggia, criticato da giocatori (cliccate QUI), tecnico (QUI) e direttore sportivo (QUI). Sentite: «Quest’anno in trasferta la Samb è stata una delle poche formazioni a passare in vantaggio ben quattro volte. Però a casa abbiamo portato solo 3 punti». Martina, Potenza, Sorrento e Lucca. Eccola, in rigoroso ordine cronologico, la lista dei rimpianti rossoblu.
«Voglio una Samb più cattiva, da qui alla fine del campionato servirà un altro atteggiamento se vogliamo salvarci. Vorrei vedere una squadra che gioca come se dovesse vincere 10 a 0, come se ogni volta scendesse in campo per la partita della vita» rincara la dose l’imprenditore di Martinsicuro.
Ma torniamo al “Porta Elisa”. Gran bel primo tempo per Tinazzi e compagni. Poi, al minuto 38, il patatrac: preso il gol del pareggio la Samb non è più riuscita a giocare. «Sembrava la volta buona per sfatare questo benedetto tabù della vittoria in trasferta, è vero, purtroppo però è capitata la stessa cosa: dopo il vantaggio abbassiamo il baricentro e aspettiamo gli avversari. Basta un errore e cambia tutto. Non ci possiamo permettere il lusso di farci recuperare dei gol lontano dal Riviera. Vorrei una Samb che gioca al massimo fino alla fine. Convinta».
E senza paura. Perché secondo Tormenti «anche quella un po’ ci frena. Forse inconsciamente, anche alla luce della nostra posizione in classifica, c’è nei giocatori un certo timore di fare risultato».
A proposito dei singoli: Palladini e Ferrini sono davvero così insostituibili? Il presidente la vede così: «La loro assenza a Lucca è una scusa a cui non mi voglio attaccare. Sarebbe ingiusto anche nei confronti di chi li ha sostituiti. La verità è che il centrocampo non era al meglio: Giorgino veniva da una settimana, quasi, di influenza; Vitiello non ha ancora i 90′ nelle gambe; Carboni ha avuto un problema proprio nel pre-partita e Forò aveva male a una caviglia. Insomma eravamo in emergenza».
Sul perché la Samb proprio quando dà l’impressione di potersi staccare dalla zona “calda” della classifica, precipita di nuovo, Tormenti dà la seguente lettura: «I fattori sono molteplici. per esempio quel pizzico di paura cui facevo riferimento poc’anzi, oppure la mancanza della cattiveria e della convinzione che invece mostriamo al Riviera. E poi ci sono anche i risultati delle altre squadre che non ci dicono bene».
Ma il presidente ci crede ancora nella salvezza diretta? «Non è questione di crederci o meno: noi dobbiamo salvarci senza disputare i play out. Punto e basta. E sa perché? Perché ce lo possiamo permettere, è nelle nostre possibilità. Lo abbiamo dimostrato più volte. La sfida di Perugia? Una partitaccia come tutte quelle che ci attendono da qui ai primi di maggio. Per domenica dobbiamo crederci, senza fasciarci troppo la testa, come se dovessimo affrontare il Real Madrid».

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