SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si torna a parlare di via Romagna e della vendita dell’immobile Asur. La perplessità in merito dilaga, l’incertezza riguardo l’investimento dei soldi ricavati dalla vendita altrettanto.
Confuso si dice il circolo di Porto d’Ascoli di Alleanza Nazionale che esprime la sua richiesta di «risposte immediate e concrete e non smantellamenti edilizi».
«Oggi si parla di vendita della Saub e di alcuni terreni della proprietà della Zona 12 – fa sapere Benito Rossi di An – si parla di cambio di destinazione di un’area vicino al Palazzetto dello Sport per finalità socio-sanitarie, insomma con una particolare insidia mediatica si cerca di “annusare” le reazioni di una città senza sapere e conoscere il destino della qualità sanitaria di questo comprensorio». Rossi esprime il suo bisogno di concretezza, l’imprescindibile necessità di avere risposte chiare: «Siamo tutti in attesa dei fantomatici 31 progetti sanitari dell’Area Vasta. Speriamo che non siano le solite belle chiacchiere teoriche dove per attendere un risultato occorrerà mettersi in fila di attesa».
Estrema perplessità trapela anche dal fronte di Rifondazione Comunista preoccupata sull’effettiva destinazione dei proventi ricavati dalla vendita dell’immobile di via Romagna.
La richiesta fatta pochi giorni fa dal sindaco Gaspari di destinare i proventi alla ristrutturazione dell’ospedale (nonostante nel 2006 il direttore del nosocomio Giuseppe Petrone avesse sostenuto che tali fondi sarebbero serviti per realizzare una sede di almeno 4 mila mq per i servizi di distretto, prevenzione e ambulatorio) è risultata inaccettabile.
«Da una parte la Regione opera con rigore per forti contenimenti della spesa – fa sapere Rifondazione Comunista provinciale – dall’altra si tenta di vendere un’immobile per far cassa, spostando con ogni probabilità i servizi in locali privati le cui spesse di fitto passivo aumenteranno notevolmente la spesa corrente».
«Restiamo stupiti dalle parole del sindaco che ha l’ardore di definire “creazione di risorse” la vendita di un’immobile. Non daremo il nostro consenso a tale operazione né ad alcuna eventuale variante urbanistica almeno fin quando non sarà chiarito che i proventi della vendita saranno reinvestiti contestualmente alla vendita stessa in nuovi immobili e che in seguito a tale alienazione non si ricorrerà in alcun modo a contratti di affitto per l’erogazione dei servizi sanitari pubblici».

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