SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Serata all’insegna della legalità all’Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione “Filippo Buscemi”. Alunni, genitori, docenti, personale, organi istituzionali, tutti insieme per riaffermare la fiducia nelle istituzioni e per riflettere sul rispetto delle regole.

Immagini, musica, riflessioni, ma soprattutto tanti piccoli concetti sulla legalità, espressi dai ragazzi di ritorno dalla settimana palermitana indetta dall’Istituto Alberghiero “Paolo Borsellino” sul tema «Scuola e legalità». Sei giorni di incontri, dibattiti, concerti, manifestazioni professionali e sportive per puntare l’attenzione sulle problematiche giovanili che hanno visto coinvolti delegazioni di studenti appartenenti a decine di scuole italiane ed estere. Intensi momenti di aggregazione per abbracciare la cultura della legalità e fare memoria di tutte le vittime di mafia e dei tanti episodi di efferata violenza sui bambini, le donne e gli anziani.

Nella grande sala dell’Ipssar di San Benedetto dedicata al prof. Emidio Galiè, è stata colta una grande occasione per fraternizzare e per «competere nel rispetto delle regole», ponendo al centro della propria vita il rispetto della legalità senza la quale non c’è progresso. Ogni ragazzo, tornando nella propria città e nella propria scuola, ha portato con sé un pezzo di Sicilia, una regione che non è solo sinonimo di mafia. I giovani dell’Ipssar di San Benedetto – che nell’iniziativa hanno anche saputo trovare un filo conduttore tra l’Alberghiero “Paolo Borsellino” di Palermo e l’Istituto sambenedettese intitolato al professor Filippo Buscemi che nacque a Catania sono rimasti colpiti dalla bella esperienza.

Nei loro resoconti sulla settimana parlemitana, hanno parlato di «mafia che uccide», di «nuovo coraggio di lottare», di «giovani che hanno iniziato a combatterla», di un altro «piccolo passo verso la legalità», grazie anche alla solidarietà di tutti i giovani d’Italia.

Durante la serata si è notato un forte coinvolgimento degli studenti che hanno dimostrato d’aver compreso fino in fondo il senso d’appartenenza alle istituzioni e l’importanza del rispetto delle regole.

«Un viaggio intenso, ben organizzato, come quello di Palermo – ha affermato il preside Giovanni D’Angelo – riesce sicuramente a essere educativo e formativo più di tante giornate passate sui banchi di scuola con vecchi programmi e spesso anche con carenza di sussidi moderni che non richiamerebbero l’attenzione delle giovani generazioni ai processi educativi».

A Paolo Borsellino è stato dedicato anche il menu della serata, preparato dagli allievi del corso serale, guidati dagli chef Mauro Michetti e Alessio Vallesi e servito dai ragazzi di Sala Bar, coordinati dai docenti Giovanni Acciarri e Carlo Bucciarelli.

Interessante la nuova creazione del professor Michetti: il Brodetto Sambenedettese rivisitato e proposto non come piatto unico, ma come primo, abbinato alle pappardelle di pane.

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