SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Pensavate di vivere in una democrazia? Era solo un’illusione. Un sogno. Uno slogan, al più. Questa è l’Italia, signori. E questa è la vostra Riviera delle Palme, isola (in)felice. Grandi manovre, infatti, avvengono sopra le teste dei cittadini elettori, adoperati come carne da voto prima delle elezioni politiche. Con un dettaglio non da poco: tutto è bipartisan, a prova – ahi noi – delle solite e facili accuse di populismo e di antipolitica a cui si viene spesso e purtroppo additati.
Cominciamo dal centrosinistra? Una buona notizia ne nasconde una un po’ più triste: domani, in una conferenza stampa, il Partito Democratico illustrerà i criteri per le primarie del partito, necessarie per le elezione degli organi dirigenti locali. Un buon segno di apertura, che però, purtroppo, non trova riscontro nella politica nazionale, dove, per le politiche del 13 e 14 aprile, la coalizione guidata da Veltroni non ricorrerà a questo importante strumento democratico – che evidentemente fatica ancora ad imporsi come conditio sine qua non della politica italiana, per comprensibili motivi.
Dall’altra parte della sottile barricata, ecco che Forza Italia di San Benedetto, in accordo con gli altri sedici coordinamenti comunali della provincia, spinge per la candidatura di Vittorio Santori, consigliere regionale di centrodestra e neo coordinatore provinciale. Tutto lecito, dal punto di vista delle dinamiche interne di un partito. Peccato che queste siano le sole ed uniche ammissibili, a causa delle liste bloccate che impediscono agli elettori di decidere se le qualità di un politico possano, o meno, essere valide per sedere in Parlamento. Indipendentemente dal giudizio su Santori.
Altro giro: torniamo dalle parti del Partito Democratico, zona ex Democratici di Sinistra. Non è sfuggita ai più smaliziati il valzer di accompagnatori che si è avvicendato durante le visite dei ministri Bersani prima e Damiano, davanti ai cancelli della Foodinvest presidiati dai lavoratori in agitazione. Ricordiamo: con Bersani erano presenti il sindaco di San Benedetto Giovanni Gaspari e il vicepresidente della Regione Marche Luciano Agostini. Pietro Colonnella, invece, è arrivato con qualche minuto di ritardo rispetto al puntualissimo ministro, tanto che il sottosegretario agli Affari Regionali non è riuscito neanche ad incontrarlo.
Arriva invece il ministro Damiano: stavolta è Colonnella ad affiancare il titolare del Lavoro, mentre del sindaco di San Benedetto neanche l’ombra pur a cospetto di uno dei massimi rappresentanti delle istituzioni.
Stranezze della politica nostrana…

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