SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Non dobbiamo vivere assillati dal pensiero della vittoria fuori casa a tutti i costi. Ne parlo poco proprio perché non voglio creare una sorta di fobia alla squadra». Poi però, quasi a correggere il tiro: «In questo momento anche le altre hanno paura della Samb. Stiamo facendo molto bene, per cui credo che la Lucchese sarà preoccupata».
In fondo Enrico Piccioni ritiene che i tempi siano maturi per spezzare un tabù che dura da quasi un anno. Lo abbiamo sottolineato un milione di volte: l’ultima impresa corsara è datata 4 marzo 2007, a Manfredonia. Alla vigilia di una doppia sfida in trasferta nello spazio di quattro giorni – il San Marino mercoledì, poi, domenica, la Lucchese – in casa rossoblu si torna a battere su un tema di grande attualità.
Ma andiamo con ordine. E allora ecco il San Marino. «La Coppa Italia è sempre stato un nostro obiettivo, non lo è da adesso che siamo ai quarti di finale. Affronteremo la partita con la giusta mentalità, conta poco se in campo non ci sarà la migliore Samb. A me peraltro questa partita servirà per valutare la condizione di tanti giocatori».
E magari studiare eventuali soluzioni in vista di Lucca. Centrocampo quasi da inventare, visto che mancheranno Palladini (sicuro assente) e Ferrini (appare improbabile il suo recupero). Piccioni la vede così: «Avevamo raggiunto un certo equilibrio: il meccanismo in mezzo al campo era perfetto, anche perché Giorgino, Palladini e Ferrini sono tre giocatori con caratteristiche diverse. Però le alternative non mancano: ho a disposizione un Carboni ristabilito e poi ci sono Vitiello e Forò. Vedremo».
La Samb va come un treno (19 punti nelle 11 gare della gestione Piccioni), eppure la classifica recita – ancora – quintultimo posto. «Ci sono voluti due mesi di duro lavoro prima di arrivare alla posizione in cui ci troviamo adesso. Dovremo soffrire ancora molto, ne sono sicuro. Pensavamo di poter fare la corsa su Potenza e Pistoiese, che invece continuano a collezionare risultati importanti. Ora invece guardiamo anche altre squadre, perché la classifica si è accorciata e neppure l’Ancona, in teoria (i dorici, con 35 punti, stazionano al quinto posto, ndr), può stare tranquilla. Queste squadre, penso anche al Perugia per esempio, non abituate a lottare per salvarsi, potrebbero fare fatica ad abituarsi a questo cambiamento di obiettivo in corsa. Noi invece ormai ci abbiamo fatto il callo».
«Poi – prosegue Piccioni – ci sono i casi di Lanciano e Massese, club che potrebbero incorrere in penalizzazioni per le vicende societarie e che comunque di recente hanno rallentato la loro corsa».
La Samb però per rimanere in linea di galleggiamento nelle prossime due trasferte dovrà per forza di cosa fare punti. Il tecnico rossoblu ne è consapevole: «Stiamo tenendo un tabellino di marcia molto buono, vincendo in casa e pareggiando fuori. Ora, è vero, ci aspettano due impegni lontano dal Riviera, ma la Samb è stata sempre viva, al Riviera come in altri stadi, tanto che spesso ci è capitato di giocare meglio fuori. Dobbiamo essere più cinici e magari ritrovare un po’ di fortuna, ma dico che presto o tardi questa benedetta vittoria arriverà».

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