SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Erano almeno cinque anni che non si ripeteva una scena del genere fra le banchine del porto. Nel pomeriggio di lunedì è stato impedito l’accesso in porto di quattro imbarcazioni pugliesi, di Molfetta per l’esattezza, per contrasti e dissidi legati allo sfruttamento delle risorse ittiche locali.
Queste le ragioni dei pescatori sambenedettesi e martinsicuresi (parliamo di operatori del pesce azzurro, quindi lampare e volanti): «I pugliesi pescano con il metodo della volante – due barche affiancate calano una unica rete una volta individuate i banchi di pesce, ndr – anche in questo periodo dell’anno, quando sotto costa ci sono banchi interi di alici piccole. Facendo questo devastano il nostro mare e finiscono tutto il nostro pesce, come hanno già fatto giù in Puglia. Fanno abbassare i prezzi del pesce azzurro e così ci fanno perdere soldi. E poi vanno in mare anche con il tempo cattivo. Quello che fanno non è giusto, bisogna bloccarli».
Lunedì pomeriggio verso le 18 le quattro imbarcazioni pugliesi stavano per attraccare al porto dopo una battuta di pesca quando una cinquantina di pescatori locali hanno occupato le banchine lanciando insulti e manifestando il loro dissenso. La Capitaneria di Porto, una volta compresa la situazione di forte tensione e l’aria surriscaldata, ha dirottato due imbarcazioni pugliesi a Porto San Giorgio e due a Civitanova. Le volanti sambenedettesi non erano uscite a causa del tempo cattivo; in questo periodo comunque la loro attività di pesca è ridotta a causa della presenza di numerosi alici di piccola taglia, esemplari giovani che devono terminare il loro ciclo di crescita e riproduzione.
Alcuni anni fa si verificò un episodio del genere nel porto sambenedettese, ma era domenica sera e sulle banchine c’erano anche i marittimi che pescano a strascico, in attesa di prendere il mare per la settimana di pesca. Un vero e proprio sciopero, raccontano al porto, che bloccò anche le imbarcazioni pugliesi.
Le quattro imbarcazioni di Molfetta protagoniste dell’episodio di lunedì, si racconta, sono ritornate a San Benedetto dopo anni. Come noto, le imbarcazioni pescherecce sono solite approdare anche in porti molto distanti dalla loro zona di provenienza geografica.
Esistono ancora imbarcazioni sambenedettesi che fanno la pesca dei gamberi e fanno base in porti siciliani. Ci sono regole di buonsenso non scritte ma che vanno rispettate, altrimenti si tratta di abusare della pazienza della marineria ospite. Non prendere il mare quando rimangono a terra i pescatori locali, ad esempio, non immettere sul mercato ittico quantitativi troppo cospicui per non abbassare i prezzi, non abusare della pesca sotto costa o della pesca delle taglie sottomisura. Regole non scritte che evidentemente qui a San Benedetto sono state trasgredite più volte.

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