SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nel vorticoso turbine pre-elettorale dove in ogni giornata trascorsa i vari partiti di centrodestra e centrosinistra stipulano e sciolgono alleanze finalizzate all’acquisizione di un elettorato quanto più ampio possibile, l’Associazione Politici Amici dei Disabili, attraverso le parole di Renato Pigliacampo e Flavio Vai, esprime la propria posizione sull’attuale sistema elettorale che non dà la possibilità ai cittadini di selezionare la propria preferenza diretta ai candidati.

«Come in passato – scrivono – con questa legge elettorale ignobile voluta dal centrodestra, un’orda di famigli e di amici tenteranno di saltare sul carro per accedere alle Camere. Noi elettori non contiamo proprio nulla, nel senso che non possiamo, com’era possibile una volta, scegliere il nostro candidato giudicato onesto, meritorio e competente. Eppure nella legge sporca è presente un’ingiustizia ancora più estesa, di cui nessuno scrive o parla: l’esclusione, dalla politica attiva e partecipativa, i disabili».

Secondo l’Associazione «i partiti hanno stabilito che le candidature, tra maschi e femmine, siano alternate nelle Liste. Ogni elettore, su questa scelta, potrà dire la sua. E’ bene ricordare, in questa miserevole sceneggiatura di attori/attrici in cui la democrazia è stata ridotta a meretrice, che nessun partito sostiene candidature dei cosiddetti diversamente abili, che sarebbero di esempio a quei parlamentari che si sputano addosso in diretta Tv, che si impediscono, a vicenda, il confronto democratico nelle proposte».

«Noi portatori di handicap – continuano Pigliacampo e Vai – siamo impediti, da quasi tutti i partiti, di contribuire alla soluzione dei nostri problemi nei maggiori consessi elettivi nazionali».

«”La politica è fare” diceva Alcide De Gaspari, ma ci accorgiamo – ogni giorno sempre di più – che i “politici normali” hanno paura di fare insieme a noi. Pensiamo che i quasi cinque milioni di disabili del nostro Paese, impediti di scegliere direttamente il candidato, scrivendolo nella scheda come una volta, devono valutar bene stavolta le Liste dei partiti e non cadere come al solito nella furbizia dei segretari che hanno inserito talvolta in passato, noi protagonisti, a metà o a pie’ di lista, per impedirne poi l’elezione di fatto. Se questo accadrà di nuovo anche in questa nuova tornata elettorale, sarà la confessione esplicita della pochezza culturale e di sensibilità per l’uomo dell’attuale classe politica»

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