SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Serve proprio un’impresa: da quando la Samb è nelle mani di Piccioni, i rossoblu viaggiano a media play-off (19 punti in 11 gare), ma a causa del pessimo avvio (8 punti in 12 partite), si è incredibilmente, sempre, in zona play-out, complici risultati sorprendenti che stanno trasformando la classifica, diventata cortissima tra i confini superiori della zona play-off e quelli inferiori di chi non lotta per retrocedere.

La gara odierna ha detto soprattutto che la Samb non si distrae – era facile contro l’ultima della classe – e che il gruppo è granitico e coeso. Lo dimostra la partenza a tutta (due gol e altre due o tre belle occasioni in 25 minuti) e, ad esempio, l’abbraccio sentito di Curiale, attaccante dal futuro certo, a Villa, il suo “rivale” per la maglia da numero nove, in panchina. Come dire: tutti possono giocare, quello che conta è il risultato.

La trasformazione della Samb spaesata in una formazione, se non altro, perfettamente calata nella categoria, ha tre nomi. Il primo, naturalmente, è Piccioni, che ha saputo trasformare, quando nessuno ci credeva, questi ragazzi, prima di tutto, in lottatori – come era Piccioni da calciatore – ma anche in calciatori, assegnando ad ognuno la giusta posizione in campo.

Il secondo è Nucifora, diviso da Piccioni da una sorta di rapporto di amore e odio, ma che ha avuto il merito di fare da punto di riferimento anche per i calciatori e, soprattutto, di aver scelto Piccioni e avergli rinnovato la fiducia durante la disavventura giudiziaria. Il terzo è Palladini (al quale dedichiamo, su Riviera Oggi da lunedì in edicola, uno di quei poster che da ragazzini è bello appendere in cameretta), che giochicchiava con Ugolotti e che invece ora è titolare inamobivile e indiscutibile, di gran lunga, a 37 anni, il miglior calciatore della rosa, quello che riesce, oltretutto, a far giocare bene tutti gli altri.

Tre nomi, tre sambenedettesi (Nucifora vive a San Benedetto dal 1969), a dimostrazione che, se questi colori se li ha nel sangue, si è portati, sempre, a dare qualcosa in più.

Purtroppo, però, fino ad ora non è bastato, e davanti ci sono due trasferte molto temibili: a Lucca, contro una squadra lanciata verso i play-off, e poi a Perugia, contro una rivale in caduta libera, passata in un mese dai sogni del primo posto alla paura della retrocessione.

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