SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riceviamo dall’avvocato Gabriella Ceneri (Udc) e pubblichiamo.

Anche quest’anno i bambini di San Benedetto del Tronto hanno avuto la possibilità di festeggiare il Giovedì Grasso al Palazzetto dello Sport, sotto l’egida dell’amministrazione comunale. Le mascherine, accompagnate dai genitori, hanno ricevuto all’ingresso un buono per ritirare un omaggio, quindi, al termine della manifestazione, hanno potuto scegliere un pupazzetto da portarsi a casa.

Alcuni genitori presenti mi hanno raccontato dell’imbarazzo dei piccoli protagonisti della festa, bambini dai 3 anni in su, nello scegliere tra un raccapricciante diavolo con tanto di corna e zoccoli di capra, una roccia parlante in inglese con voce roca frasi del tipo “avrei il piacere di lottare con te”, un cane dall’aspetto aggressivo riprodotto con la zampa posteriore alzata, nell’atto fisiologico dell’urinare, un ragazzo abbigliato come se dovesse andare al Polo Nord steso su un termosifone, oppure vestito da lottatore, con pendagli di teschi muniti di corna da caprone, in compagnia di un energumeno, nell’atto di lanciare frecce acuminate: tutti accompagnati da un volantino con le istruzioni per l’uso e le immagini del film di qualche anno fa, intitolato “Little Nicky”, al quale si riferiscono i pupazzetti quali riproduzioni dei protagonisti. Incuriosita ho cercato informazioni su internet ed ho scaricato la scheda del film: racconta del regno sulla terra del principe delle tenebre, il diavolo in persona e dei suoi figli, tra i quali Little Nicky, che non è poi così cattivo come il padre…

Una storia, quindi, che ha bisogno di maturità nello spettatore per essere percepita come una favoletta inoffensiva… Un adulto ci riderebbe sopra, ma un bambino piccolo come potrebbe recepirla? Quali danni potrebbe causargli il contatto con tale realtà?

Ritengo che la scelta dei gadget da regalare a bambini, anche piccolissimi, in circostanze come quella di una festa di carnevale (tanto più se organizzata da una pubblica amministrazione) debba essere più oculata e maggiormente attenta alle esigenze ludiche ed educative dei minori; secondo me proporre a bambini piccoli di portarsi a casa simulacri di una realtà satanica, peraltro presentata in maniera giocosa e quindi innocua, è molto pericoloso.

Non è la stessa cosa che consegnare nelle loro mani pupazzetti che riproducono mostri o creature frutto della fantasia: il diavolo esiste ed opera veramente nella nostra realtà umana! Come credente mi sento in dovere di richiamare l’attenzione dell’amministrazione comunale su tale increscioso episodio, invitando per il futuro i responsabili e gli organizzatori dell’evento ad essere più vigili.

Faccio presente, inoltre, che l’involucro esterno di tali pupazzi, cartone e plastica trasparente, reca l’indicazione dell’età consigliata per i destinatari di tali giochi: “ages 13+”, cioè dai 13 anni in su! Oggettivamente, quindi, vi saranno anche ragioni di opportunità educativa e pedagogica, certamente non legate al sentimento religioso, che hanno determinato tale dicitura! E a dispetto di quanto prescritto dal distributore del giocattolo, in base alla normativa vigente, questi giochi sono stati consegnati a bambini dai 3 anni in su!

Invito i genitori dei bambini che hanno partecipato alla festa di Giovedì Grasso a restituire all’amministrazione comunale i pupazzi ricevuti e l’amministrazione comunale a verificare presso il fornitore se tali giocattoli siano stati regolarmente distribuiti in Italia e pertanto sottoposti al vaglio degli organi competenti. Invito infine i consiglieri comunali a verificare, mediante l’accesso agli atti amministrativi, quanto siano costati tali inutili e pericolosi giocattoli.

La formazione e l’educazione dei minori non è soltanto compito dei genitori e comunque diventa molto arduo reggere il ruolo se la società non si impegna a rispettare almeno le regole minime di salvaguardia e tutela dei bambini.

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