SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Altro che tarallucci e vino: tra l’imprenditore fermano Enzo Rossi, a capo di una cordata per rilevare la Foodinvest, e i dipendenti della fabbrica, non sembra proprio scoccata alcuna scintilla di intesa. Anzi, a seguito delle parole rilasciate da Rossi agli organi di stampa locale, le maestranze Foodinvest hanno scritto una lettera dove addirittura, sarcasticamente, dicono a Rossi: «Non si offenderà se da oggi in poi compreremo i maccheroncini di Spinosi» (Rossi è il proprietario dell’azienda concorrente “La Campofilone”).

Venendo alla sostanza, nella lettera si legge che «se lei parla di traghettarci fuori dalla crisi, a noi ci balena invece in mente l’immagine triste di Caronte, traghettatore di anime».«Non riusciamo a capire le ragioni che la portano a condividere la chiusura di un sito come quello della Foodinvest – scrivono i lavoratori – che ha sempre prodotto reddito, e a trasferire le maestranze su “bus navetta” fino a Rotella (sede della Marollo, ndr), alla stregua di carni da bestiame, in uno stabilimento montano, che non ha commesse di lavoro certe e che non ha mai neppure lontanamente raggiunto i nostri livelli produttivi e qualitativi».

I dipendenti Foodinvest chiedono anche di avere delle rassicurazioni riguardo il piano finanziario di Rossi, perché «leggiamo di investimenti per 5 milioni, senza specificare da parte di chi e con quali finanziamenti; anche il piano industriale Marollo per il 2009-12 ci fa rimanere allibiti: sembra un verbale condominiale, sono solo due misere paginette senza nulla di concreto».

I lavoratori temono, piuttosto, la riduzione della forza lavoro, composta di 186 dipendenti: «La riduzione del fatturato di un terzo della Foodinvest è stata la conseguenza della incapacità imprenditoriale della famiglia Malavolta che non ha integrato la decrescita delle commesse della Nestlé; grazie al concordato, i creditori, invece che 17 milioni e 519 mila euro, sono stati liquidati con poco più di 4 milioni. Tra i creditori ci sono anche quegli agricoltori che lei adesso dice che di rassicurare con poche garanzie».

E infine, un’altra stoccata: «Signor Rossi, lei ha usufruito di una notevole pubblicità, anche a livello nazionale, perché ha elargito 200 euro in più al mese ai suoi 11 operai; ora sa perfettamente che comportandosi in un certo modo toglierà l’intero stipendio a 150 famiglie tra maestranze e indotto».

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