SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Guerra fra poveri, questa è una delle prospettive del caso Foodinvest dopo l’ufficialità sulla discesa in campo di Enzo Rossi nell’agroalimentare piceno. Sono 80 i lavoratori della storica azienda sambenedettese, che secondo i propositi di accorpamento resi noti dal re dei maccheroncini di Campofilone sarebbero riassorbiti presso la Marollo di Rotella, altra azienda della attualmente triste galassia Malavolta in procinto di cambiare proprietà.
Cosa ne pensano i lavoratori di Foodinvest del trasferimento a Rotella – non certo dietro l’angolo – lo sappiamo. E il sindaco Gaspari, peraltro ex dipendente dello stabilimento, in prima linea in questa crisi occupazionale?
Il primo cittadino non è l’immagine della felicità, ma usa parole diplomatiche: «Spero che non venga penalizzato uno stabilimento rispetto all’altro. Attendiamo di avere informazioni sul piano industriale di Rossi, capire che investimenti si faranno, cosa si potenzierà, quali mercati si conta di aprire. Spenderemo ogni energia per scongiurare la chiusura della Foodinvest e la perdita di quello che è un valore aggiunto per l’economia del nostro territorio».
Il Comune potrebbe agevolare Rossi, sempre se non chiuderà la Foodinvest, intervenendo sugli alti costi per gli approvvigionamenti idrici, come venne proposto a Malavolta che poi non fornì risposta? «Abbiamo tutto l’interesse ad aiutare chi si insedia qui per le proprie attività produttive», risponde Gaspari

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