GROTTAMMARE – Non sembra rasserenarsi il clima sul Piceno che lavora. Non trova pace la crisi che ha crudelmente toccato il nostro territorio: cambia il nome dell’azienda, permane la stessa triste storia.
La storia questa volta è quella di ottantatré lavoratori che hanno visto recapitarsi la comunicazione formale di messa in mobilità. Ottantatré dipendenti di Alfredo e Antonello Cossiri titolari a Grottammare di una lavanderia industriale, specializzata in lavaggi particolari, in crisi da un po’di tempo (non abbastanza tuttavia da non lasciare interdetti i dipendenti dopo la comunicazione formale della mobilità).
Per l’esattezza Antonello Cossiri è il titolare della I.t.a.c. srl, mentre Alfredo ha la gestione della Meka 2000; entrambe si occupano di lavaggio, stiratura e tintoria. Qualche giorno fa la doccia fredda era arrivata per 24 operai della Meka 2000, che avevano subito indetto uno sciopero per domani, venerdì 8 febbraio con presidio di fronte ai cancelli dalle 9 alle 11. Purtroppo non saranno i soli protestare. Nella giornata di ieri 6 febbraio, infatti è arrivata la dolente comunicazione anche per altri 59 dipendenti dell’I.t.a.c.
Il gruppo Cossiri non è nuovo a tali forme di protesta: solo lo scorso anno infatti, era stata attivata una medesima procedura di mobilità che coinvolgeva un intero reparto, diciassette persone. Per tredici settimane i diciassette dipendenti sono stati in cassa integrazione ordinaria.
«Da tempo sapevamo che c’era crisi – ha dichiarato Paola Giovannozzi della Cgil-Filtea di San Benedetto – però speravamo di superarla. Non ci aspettavamo questa doccia fredda. Speriamo nello sciopero di domani affinché questi provvedimenti vengano revocati».

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