GROTTAMMARE – Edoardo Domanico, 27 anni, romano di Nettuno, è cresciuto nelle giovanili della Roma, come il suo compagno di squadra Cremaschini, con cui sta vivendo un sogno chiamato Grottammare.
Faccia da duro e fisico statuario (è alto 193 cm), il portiere capitolino, alla sua seconda stagione a Grottammare, è risultato decisivo più di una volta in questa stagione, salvando il risultato in diverse circostanze.
Domanico, quanto c’è di suo nel terzo posto del Grottammare?
«C’è poco o niente di mio».
Non sia modesto, è il secondo portiere meno battuto del campionato e i suoi interventi hanno portato diversi punti in più alla causa biancazzurra.
«Non è modestia: come gli altri, cerco solo di fare al meglio la mia parte e non mi ritengo così decisivo. La mia idea è che non ci sono portieri forti. I portieri bravi li fa la difesa, e, se la difesa è sicura, è merito anche del centrocampo. Se il Grottammare ha la seconda difesa del campionato, i meriti sono da dividere fra tutti i componenti della squadra».
Si può dire che ha fatto una scelta di vita, decidendo di restare a Grottammare?
«E’ vero, a Grottammare sto benissimo. C’è un rapporto di stima reciproca tra me e le società, e, anche se ho ricevuto diverse offerte provenienti da squadre di Serie C, ho deciso di restare qui ancora a lungo».
Dopo la trafila nelle giovanili della Roma, Domanico ha girato l’Italia per diverse piazze di Serie C, nell’ordine Faenza, Lodigiani (l’attuale Cisco Roma, ndr), Latina, Foggia e Tolentino. Quali progetti per il futuro?
«Non penso mai al futuro, amo vivere alla giornata. Per ora ho un sogno da realizzare qui a Grottammare, che essendo molto scaramantico, non voglio assolutamente rivelare anche se è facile intuirlo».
Domenica al Pirani arriva la Pro Vasto: quanto la temete?
«Non è presunzione, ma non mi fa paura più nessuno. Tuttavia devo ammettere che quella abruzzese è un’ottima squadra, basti pensare che l’anno scorso era in C2, e la classifica deficitaria non le rende giustizia. Dovremo fare attenzione. Da questa domenica si inizia ad entrare nella fase cruciale del campionato e tutti, chi per salvarsi, chi come noi per restare in zona play-off, avranno bisogno di fare punti: da qui alla fine del campionato, ogni partita sarà dura come una finale».

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