SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Allora, sindaco, l’anno prossimo andremo a vedere le partite della Samb nel nuovo stadio di Teramo?». E’ una battuta quella che abbiamo fatto martedì mattina a Giovanni Gaspari. Ma in città serpeggia una certa preoccupazione.
Cosa risponde il sindaco? «Il progetto che la Samb ci ha proposto per la messa a norma del Riviera e per le attività parallele allo stadio che loro intendono gestire è molto impegnativo. Come tale ci vogliono tempi congrui per una risposta da parte del Comune».
Per una valutazione attenta, per una risposta non superficiale. Le espressioni che usa Gaspari creano suspense intorno alla vicenda e a quel faldone arancione che fino a qualche giorno fa svettava dalla scrivania del primo cittadino. Un faldone dei sogni, un faldone che rimane top secret, senza svelare i tratti del nuovo volto dello stadio sambenedettese.
La curiosità degli appassionati non sembra destinata ad essere soddisfatta a breve. L’ombra di una Samb che cambia città c’è, è di dominio pubblico che la famiglia Tormenti porterebbe i rossoblu a giocare a Teramo se la trattativa con il Comune sfumasse e lo stadio rimanesse “non a norma” (secondo la legge).
Che poi lo stadio Riviera delle Palme sia abbastanza recente, relativamente sicuro e molto ben collegato a livello infrastrutturale non importa. Occorre rimetterci mano. A spese di una società che non ne possiede direttamente neanche un centimetro, ma che potrebbe gestirlo in convenzione con i proprietari e ricavarne reddito extra con servizi, eventi culturali, musicali o sportivi.
Comunque la zona dello stadio e del Palazzetto dello Sport è in trasformazione, Tormenti o no. A pochi metri, nello spazio finora occupato dal Luna Park, c’è l’ipotesi della realizzazione di una nuova clinica privata.

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