SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La lenta morte della Foodinvest targata Malavolta è un puzzle in continua evoluzione. Dopo l’inizio della messa in mobilità dei dipendenti, di certo una mossa inaspettata dalla proprietà, i sindacati hanno preferito rinviare l’incontro con il dottor Carlo Calvaresi, giudice delegato ai fallimenti del tribunale di Ascoli.
Afferma Stelio Bartolomei della Cgil: «Dobbiamo valutare bene una situazione delicata, in continua evoluzione, nella quale sono intervenuti elementi inaspettati e in cui potrebbero esserci ulteriori sviluppi. Ad esempio il 10 febbraio dovrebbero essere pagate le mensilità di gennaio ai dipendenti».
Il condizionale è d’obbligo, in un momento come questo. Il rappresentante della Cgil dice che il sindacato si riserva di valutare eventuali incongruenze all’interno del concordato preventivo presentato dalla proprietà dell’azienda di surgelati vegetali.

Gli operai oggi si dicono a disposizione finché non arriva la lettera di licenziamento; vogliono lavorare, non hanno voglia di attendere inermi la messa in mobilità.
Anche il sindaco Gaspari esprime preoccupazione sulla vicenda.
«La situazione è complessa, c’è un gioco di scatole cinesi intorno alla Foodinvest che è difficile comprendere appieno».
Fine dei collegamenti dal pianeta Foodinvest, un satellite che sta diventando sempre più inospitale nella galassia del lavoro nel Piceno.

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