SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Samb come un torero nell’arena, che prima di infilzare l’ultima banderillas, quella che segnerebbe, di fatto, la fine del toro, si tira indietro. Per poi ricevere l’incornata che non t’aspetti.
Scomodiamo la Spagna e l’antica tradizione popolare della Penisola Iberica nel sintetizzare il pareggio maturato sul campo del Sorrento. E forse l’ardito paragone viene più facile se pensiamo che il gol dell’1-1 campano è stato messo a segno da tale Jordi Marti Casals, attaccante classe ’85, fino allo scorso gennaio al Valladolid (formazione che milita nella terza serie spagnola), a cui sono bastati 11′ – tanto è trascorso dal suo ingresso in campo, a metà della ripresa, alla rete che ha fissato il punteggio in parità – per beffare Visi e la difesa marchigiana.
E pensare che in casa rossoblu già si pregustava un Carnevale zuccherino. Coriandolini e stelle filanti per una vittoria che mancava all’appello dal marzo scorso (Manfredonia-Samb 0-1).
Dopo una buona prima frazione di gioco si intravedevano diverse analogie con l’exploit in terra pugliese: il campo in erba sintetica, un gol allo scadere dei primi 45′ – allora siglato da Olivieri, trasferitosi nei giorni scorsi a Pescara; domenica timbrato da Morini – e, più in generale, una gara diligente, condotta senza grossi patemi d’animo.
Tanto deludente il Sorrento, quanto ordinata e ben messa in campo la Samb di Piccioni. Tutta un’altra cosa rispetto alla sfida di Lanciano che a metà gennaio fece scoppiare il putiferio. E’ vero, la squadra di Morgia è solo la lontana parente della compagine frentana, ma i nostri al “Campo Italia” almeno per trequarti di partita avevano fatto vedere tutta un’altra personalità.
Difesa attenta e centrocampo di ferro. Poi eccolo, il contropiede mortifero. I soliti ingredienti, insomma. Quelli ammirati, da sempre (leggi gestione Piccioni), al Riviera. Un po’ meno fuori. E difatti è arrivato il gol del pareggio. Follia: su azione di rimessa.
Si obietterà: probabilmente c’era un fallo su Camisa a metà campo. Può darsi, ma quello che conta – e veniamo alla corrida, alle banderillas e al toro-Sorrento – è che la Samb non sia riuscita a chiudere l’incontro. Prima con Curiale, poi con Vitiello.
Quando si sprecano due occasioni in trasferta così, poi è normale che si finisca per pagare dazio. Come? Buttando al vento altri 2 punti preziosi, o meglio: pesanti come macigni, in chiave salvezza, proprio contro una diretta concorrente. Lo stesso accadde in dicembre a Potenza. Una Samb bella a metà in trasferta, insomma. E speriamo che presto o tardi non si debbano rimpiangere questi 4 punti sperperati malamente.

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