SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il caso Foodinvest irrompe nel Consiglio comunale che si stava svolgendo poche ore dopo la comunicazione agli operai della messa in mobilità da parte della proprietà.
Una nutrita delegazione di operai infatti ha partecipato alla seduta di venerdì 1 febbraio dalla metà dei lavori in avanti. C’è stato un breve dibattito, iniziato dal sindaco Gaspari, sulle sorti lavorative dei dipendenti ex Surgela, storico stabilimento di prodotti surgelati vegetali.
«Chiederemo formalmente una verifica pignola alla magistratura sui passaggi che hanno portato alla crisi – ha assicurato il sindaco – la disoccupazione nel piceno è del 7,8% contro il 2,7% delle Marche. Sarà difficile reinserire 80 persone nel mondo del lavoro, ma ora faremo delle trattative insieme con i sindacati per la messa in mobilità. Speriamo che la vacatio del Governo non crei altri danni».
Gaspari ha poi assicurato che «sull’area dello stabilimento non verrà permessa alcuna speculazione edilizia fin quando sarò sindaco». L’impegno, non nuovo da parte di Gaspari, è stato apprezzato dai lavoratori, che hanno chiesto uno stesso impegno anche alla minoranza, un invito raccolto dal consigliere Piunti (An).
Il Comune ha assicurato massimo impegno a tutti i livelli per tentare di trovare una soluzione al drammatico momento dell’economia locale.
Parlando in rappresentanza dei lavoratori, Gabriele Napoletani ha accusato il gruppo Malavolta di aver “affossato” lo stabilimento e ha affermato che gli operai interesseranno del caso magistratura e avvocati.
Il Consiglio comunale ha poi approvato all’unanimità un ordine del giorno urgente proposto dal consigliere Silvano Evangelisti (Pd), con il seguente testo: “Il Consiglio comunale esprime solidarietà ai lavoratori Foodinvest, per i quali è stata chiesta la messa in mobilità, e per i lavoratori di tutte le aziende del Piceno in crisi in questi ultimi anni, in particolare quelle del settore agroalimentare. Il Consiglio comunale si impegna, attraverso il sindaco, a rappresentare le problematiche economiche locali in tutte le sedi istituzionali competenti, e ad attivare tutti i canali disponibili per portare un sostegno ai lavoratori. Il Consiglio auspica che attraverso il lavoro degli organismi provinciali, regionali e nazionali, si possa arrivare ad alcuni concreti risultati già a breve termine”.
Nella discussione sono intervenuti i consiglieri Lorenzetti (Udc), Felicetti (Lista Martinelli-Pri), Gabrielli (Forza Italia), Laversa (Rosa nel pugno), Cappelli (Partito democratico), Ben Hamed (consigliere aggiunto immigrati). Non sono mancati momenti di dissidio, specie tra il sindaco e Gabrielli, a proposito delle responsabilità della crisi di quello stabilimento. Il sindaco ha infatti puntato il dito contro la proprietà, mentre Gabrielli ha indicato «tutti tranne i lavoratori, compresa la politica, in particolare la Provincia di Ascoli Piceno, che in passato avrebbe dovuto stampare meno libri e occuparsi di questi problemi, e i sindacati». Altri hanno chiesto di trovare al più presto un possibile nuovo acquirente dello stabilimento, da tutti indicato come produttivo e redditizio come il settore stesso nel quale opera. Per risolvere la crisi economica del Piceno Lorenzetti ha parlato del bisogno di leggi ad hoc dello Stato italiano, e di fondi europei.

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