ROMA – «Non sono interessato alla “Rosa Bianca”: È un progetto velleitario. Né darò il mio il mia appoggio a un governo Marini».
Così Amedeo Ciccanti, senatore dell’Udc, si affretta a porsi in sintonia con la linea del suo partito tracciata da Pier Ferdinando Casini che in questo momento non è interessato al Grande Centro, e soprattutto non pensa di sostenere un esecutivo per le riforme guidato dal presidente del Senato Franco Marini.
«Anche se siamo sempre stati interessati al progetto della Cosa Bianca, io addirittura ero il coordinatore di quel progetto – ha detto Ciccanti all’agenzia “Il Velino” – non riteniamo che debba nascere in questi termini, cioè da una scissione». I promotori dell’iniziativa, Mario Baccini e Bruno Tabacci, ieri hanno lasciato infatti l’Udc annunciando l’intenzione di dar vita alla “Rosa Bianca” con cui correre da soli alle prossime elezioni.
«Una cosa del genere sarebbe dovuta nascere dall’Udc, sarebbe dovuta essere un’evoluzione del nostro partito, allargata agli altri partiti che sono interessati», spiega Ciccanti. Quel progetto, invece, «è una cosa diversa da quella che pensavamo di fare. Poi, con l’attuale legge elettorale è impossibile che abbia chances. Il premio di maggioranza costringe a coalizzarsi e delinea prospettive maggioritarie. La “Cosa” o “Rosa Bianca” necessita di un proporzionale sullo stampo di quello tedesco, farla adesso è un tentativo velleitario», conclude Ciccanti.
Con l’occasione da Ciccanti parte uno stop anche ad un eventuale governo Marini: «Mi sembra un tentativo frutto della disperazione. Se il centrosinistra voleva seriamente dar vita a un governo di pacificazione nazionale che si occupasse delle riforme avrebbe dovuto proporre un candidato non della sua stessa parte».
E all’agenzia “Il Velino” che gli chiedeva un nome, Ciccanti risponde: «Penso a Pier Ferdinando Casini. Se il presidente Napolitano avesse affidato a lui l’incarico di sondare le forze politiche – spiega il senatore piceno – avrei proprio voluto vedere cosa avrebbero fatto Berlusconi e Fini. Si sarebbero trovati in grosse difficoltà. Invece a sinistra se la sono cantata e se la sono suonata da soli. So che il nome di Casini era stato fatto a Napolitano, ma poi sono arrivati i veti di Diliberto e compagni. E se da quella parte comanda Diliberto, allora si tenessero i loro guai».
«A questo punto – conclude Ciccanti – l’Udc non può sostenere da sola un governo di questo tipo: senza Forza Italia esso non ha più prospettive istituzionali bipartisan, ma resta solo una coalizione di centrosinistra allargata a centristi».

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